I Sadducei erano una setta religiosa e politica del giudaismo al tempo di Gesù.
Classe Dirigente
Rappresentavano la classe sacerdotale del Tempio e l'aristocrazia laica di Gerusalemme. Avevano un notevole potere politico ed economico.
Dottrina
Erano più conservatori e accettavano come autorità religiosa suprema solo il Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia, la Torah di Mosè), respingendo gli scritti successivi e la tradizione orale.
Credenze
A differenza dei Farisei, non credevano:
Nella risurrezione dei morti.
Nell'aldilà (pensavano che l'anima morisse con il corpo).
Nell'esistenza di un mondo spirituale (angeli e demoni).
Politica
Erano spesso collaborazionisti con il potere romano, cercando di mantenere la stabilità e il loro potere incentrato sul Tempio. Il sommo sacerdote e molti membri del Sinedrio (il consiglio supremo ebraico) erano Sadducei.
Scomparvero come gruppo dopo la distruzione di Gerusalemme e del Tempio da parte dei Romani nel 70 d.C.
I rapporti tra i Sadducei e Gesù erano caratterizzati da una profonda controversia religiosa e politica, culminata nel ruolo cruciale dei Sadducei nella sua condanna e Passione.
1. Controversie Dottrinali
Il principale punto di scontro teologico rifletteva le fondamentali differenze dottrinali tra i Sadducei e Gesù.
La Risurrezione dei Morti
Questa era la controversia più nota (Matteo 22:23-33; Marco 12:18-27; Luca 20:27-38). Poiché i Sadducei accettavano come autorità solo il Pentateuco (la Torah) e negavano la risurrezione, cercarono di mettere in ridicolo Gesù ponendogli il quesito della donna che aveva sposato sette fratelli. Gesù li rimproverò duramente, citando Mosè (un'autorità che i Sadducei accettavano) per dimostrare che Dio è il Dio dei vivi ("Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe") e confermando così la verità della risurrezione.
Angeli e Spiriti
I Sadducei negavano l'esistenza di angeli, spiriti e dell'aldilà, tutte credenze che erano fondamentali nel ministero e negli insegnamenti di Gesù.
Autorità della Scrittura
Sebbene accettassero la Torah, rigettavano la tradizione orale e gli altri scritti profetici, che Gesù spesso citava o interpretava con autorità (sebbene Gesù fosse in conflitto anche con l'interpretazione farisaica della Legge orale).
2. Controverso Rapporto Politico
Il rapporto si inasprì per motivi politici legati al mantenimento del potere e dell'ordine.
Custodi del Tempio
I Sadducei erano la classe sacerdotale e aristocratica. Il loro potere e la loro ricchezza erano strettamente legati al funzionamento e all'autorità del Tempio di Gerusalemme. L'azione di Gesù di cacciare i mercanti e i cambiavalute dal Tempio (la "Purificazione del Tempio") fu un attacco diretto alla loro autorità, alla loro economia e al loro controllo sul culto ufficiale, che consideravano una minaccia immediata.
Collaborazione con Roma
I Sadducei erano realisti politici e tendevano a collaborare con l'autorità romana per mantenere la pace (la Pax Romana) e, di conseguenza, il loro status. La crescente popolarità di Gesù, visto da molti come un possibile Messia politico e Re, fu percepita dai Sadducei come un fattore di destabilizzazione che avrebbe potuto provocare una repressione romana e la distruzione della nazione e del Tempio.
3. Ruolo nel Mistero della Passione
Il ruolo dei Sadducei fu decisivo nella condanna a morte di Gesù.
Il Sinedrio
Il Sommo Sacerdote Caifa e suo suocero Anna (entrambi Sadducei o ad essi legati) erano le figure centrali del Sinedrio (il consiglio giudaico) che complottò contro Gesù. Fu Caifa a pronunciare la celebre frase: "È meglio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione" (Giovanni 11:50), esprimendo un calcolo politico che anteponeva la stabilità nazionale (sotto il controllo romano) alla vita di Gesù.
Arresto e Giudizio
Furono le guardie del Tempio, sotto il comando dei Sadducei, ad arrestare Gesù. I Sadducei condussero gran parte del processo religioso nel Sinedrio, accusandolo di blasfemia e spingendo per la sua condanna.
Dopo la Risurrezione
L'opposizione dei Sadducei non cessò con la morte di Gesù. Il loro diniego della risurrezione li portò a essere i principali oppositori della predicazione degli Apostoli dopo la Pentecoste, soprattutto quando Pietro e Giovanni iniziarono a testimoniare la Risurrezione di Cristo (Atti 4:1-22; 5:17-42).
Il destino dei Sadducei fu segnato in modo irreversibile dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani nel 70 d.C.
La loro fine come gruppo religioso e politico distinto fu rapida e completa per i seguenti motivi:
La Perdita della Ragion d'Essere
L'autorità e l'influenza dei Sadducei erano indissolubilmente legate al Tempio di Gerusalemme. Essendo la classe sacerdotale e l'aristocrazia laica che gestiva il culto e la vita del Tempio, la sua distruzione eliminò la fonte della loro ricchezza, del loro potere e della loro stessa funzione religiosa.
Il loro credo si focalizzava prevalentemente sulle norme relative al culto templare (la Torah), mentre non credevano in un aldilà o in una ricompensa futura. Quando il Tempio fu distrutto, non avevano una dottrina o una struttura religiosa alternativa (come le sinagoghe o la Legge orale promosse dai Farisei) per sostenere la vita religiosa del popolo.
Scomparsa Politica e Sociale
Essendo la classe dirigente e collaborazionista con i Romani, la loro leadership non sopravvisse al crollo della nazione giudaica e all'estinzione della loro aristocrazia.
Gli eventuali Sadducei sopravvissuti furono presumibilmente o dispersi, o assimilati nella società romano-ellenica, oppure, in alcuni casi, potrebbero essersi convertiti al cristianesimo o aver aderito al movimento emergente del fariseismo.
L'Ascesa del Fariseismo
Dopo il 70 d.C., l'ebraismo si riorganizzò attorno alla corrente farisaica. I Farisei, infatti, avevano già sviluppato una vita religiosa basata sulla sinagoga, sulla Legge orale e sullo studio, che poteva continuare a prosperare anche senza il Tempio.
Il movimento farisaico si evolse nell'Ebraismo Rabbinico, la forma dominante dell'ebraismo moderno, mentre i Sadducei scomparvero dalla storia.
Aggiungi commento
Commenti