Nella tradizione cristiana cattolica, l'Anticristo non è identificato con una singola persona storica in modo definitivo, ma è principalmente una figura escatologica (riferita agli ultimi tempi) che rappresenta il supremo nemico di Cristo e della Chiesa, il "Figlio della perdizione".
Fonte Biblica
La figura si basa principalmente:
Sulle Lettere di San Giovanni, dove il termine "anticristo" (o "molti anticristi") è usato per descrivere chiunque nega che Gesù sia il Cristo o che sia venuto nella carne (1 Gv 2,18; 1 Gv 4,3; 2 Gv 7).
Sull'Uomo dell'iniquità o Figlio della perdizione descritto nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi (2 Ts 2,3-12), che si innalzerà sopra ogni cosa divina, si siederà nel Tempio di Dio e compirà segni e prodigi menzogneri per sedurre gli uomini.
Sulla figura della Bestia nell'Apocalisse di Giovanni, associata all'opposizione a Dio e alla persecuzione dei santi.
Natura
È visto come un individuo, un uomo (non un demone incarnato, anche se ispirato da Satana) che si manifesterà alla fine dei tempi per tentare di sostituirsi a Cristo e portare all'apostasia (l'abbandono della fede) prima della Seconda Venuta di Gesù.
Identificazioni Storiche
Nel corso della storia e del Medioevo, il titolo di Anticristo è stato provvisoriamente attribuito a diverse figure, come:
Imperatori persecutori (es. Nerone).
Capofila di eresie.
Leader politici o religiosi visti come particolarmente ostili alla Chiesa o al Papa (e viceversa, in alcuni movimenti ereticali, persino il Papa stesso fu identificato con l'Anticristo).
Dottrina Cattolica (Catechismo)
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC, nn. 675-677) non lo identifica con un nome specifico ma lo inquadra:
L'ultima prova della Chiesa sarà una mistificazione religiosa che offrirà agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi a prezzo dell'apostasia dalla verità.
La suprema mistificazione religiosa è quella dell'Anticristo, cioè di un falso messianismo con cui l'uomo si glorifica al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.
Quindi, l'Anticristo è la personificazione definitiva del male e della menzogna contro Cristo, che si manifesterà prima della fine del mondo per ingannare i fedeli.
Al celebre passaggio del libro dell'Apocalisse (capitolo 13, versetto 18), attribuito a Giovanni,
l'interpretazione più diffusa e autorevole che utilizza l'esegesi ebraica per decifrare il numero 666 è legata alla tecnica della Gematria.
La Gematria e l'identificazione di Nerone Cesare
La Gematria è un sistema in uso nell'ebraico (e in parte nel greco) che assegna un valore numerico a ciascuna lettera dell'alfabeto.
L'autore dell'Apocalisse, parlando ai cristiani perseguitati del I secolo, usò questo codice per identificare il nemico senza nominarlo esplicitamente, evitando così problemi con le autorità.
Secondo questa esegesi, il numero 666 corrisponde al nome dell'imperatore romano Nerone Cesare (o, più precisamente, il suo titolo in aramaico, che era la lingua parlata nella regione)
Il nome in ebraico
La traslitterazione di "Nerone Cesare" (in latino Nero Caesar, in greco Νέρων Καῖσαρ) in consonanti ebraiche è נרון קסר (NRWN QSR).
Il calcolo
Assegnando i valori numerici standard dell'alfabeto ebraico si ottiene la somma:
N (Nun) = 50
R (Resh) = 200
W (Vav) = 6
N (Nun) = 50
Q (Qof) = 100
S (Samekh) = 60
R (Resh) = 200
Totale: 50 + 200 + 6 + 50 + 100 + 60 + 200 = 666
Nerone, che fu il primo grande persecutore dei cristiani (attorno al 64 d.C.), è quindi il personaggio storico che, attraverso la Gematria ebraica, è cifrato dal numero della Bestia. Questo significava per i primi cristiani che il nemico che li perseguitava non era una figura mitologica, ma una forza politica e umana destinata alla sconfitta.
Il numero 666 non si limita all'identificazione storica (Nerone), ma porta con sé un potente messaggio teologico basato sulla numerologia biblica.
Un Simbolo di Imperfezione
Oltre all'identificazione storica, c'è anche un significato simbolico:
Il numero 7 nella tradizione biblica rappresenta la perfezione e la completezza (es. i 7 giorni della creazione).
Il numero 6 rappresenta l'imperfezione o l'incompletezza, perché è inferiore al 7.
Il 666, ripetendo il 6 per tre volte (simbolo di enfasi e completezza in senso umano), enfatizza la massima e assoluta imperfezione umana, la pretesa dell'uomo di sostituirsi a Dio, che fallisce miseramente nel raggiungere la perfezione divina (777).
L'esegesi ebraica (Gematria) punta a Nerone Cesare, simboleggiando il potere umano totalitario e persecutore che si oppone a Dio.
Il Simbolismo Teologico del 666
Elemento Simbolico Significato Spiegazione
Il 6 e l'Uomo Imperfezione Umana Nella Genesi, l'uomo fu creato il sesto giorno. Il 6 è quindi il numero della creatura, del limite, e della dipendenza da Dio, poiché precede il completamento del settimo giorno (riposo e santità divina).
Il 7 e Dio Perfezione Divina Il 7 è il numero della completezza, della perfezione, della santità (i sette giorni della creazione, i sette spiriti di Dio, ecc.).
La Triplice Ripetizione (666) Massima Umanità Imperfetta Ripetere il 6 per tre volte (666) è una forma di superlativo assoluto e di falsa trinità. Significa la pretesa dell'uomo di raggiungere la perfezione divina o l'eternità senza Dio. È l'apice della gloria umana che non riconosce i propri limiti.
L'Anticristo L'Uomo-Dio (Falso) L'Anticristo è quindi la figura che incarna questa triplice imperfezione: l'uomo che si sostituisce a Dio e che, pur non essendo Dio, si manifesta con segni e prodigi per ricevere l'adorazione riservata al Creatore.
In definitiva, il 666 è il simbolo della ribellione umana totale e dell'apostasia. Rappresenta un sistema o un leader che seduce l'umanità offrendo una salvezza e un culto terreni, negando la vera salvezza offerta da Cristo (la perfezione del 7).
Il "segno" (il marchio 666) non è solo un numero materiale, ma simboleggia l'adesione totale, nel pensiero (fronte) e nell'azione (mano), a questo sistema anti-divino.
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