Il libro della Genesi non presenta un unico racconto della creazione, ma due, che riflettono tradizioni e prospettive teologiche diverse.
Questi due racconti, noti come la Tradizione Sacerdotale e la Tradizione Iavista (o Jahvista), offrono immagini e contesti molto distinti per la creazione dell'uomo e, specificamente, della donna.
1. La Donna nel Primo Racconto (Tradizione Sacerdotale - Genesi 1:1-2:4a)
Questo è il racconto cosmico e strutturato dei sei giorni, dove Dio è chiamato Elohim.
Contesto della Creazione
L'essere umano è creato per ultimo, come culmine dell'opera divina.
L'uomo e la donna sono creati contemporaneamente e indistintamente, come una coppia, attraverso il potere della Parola divina.
"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò." (Genesi 1:27)
Implicazione Teologica
Pari Dignità e Uguaglianza
Uomo e donna condividono la stessa dignità, entrambi creati "a immagine di Dio" e entrambi ricevono lo stesso incarico di "essere fecondi, moltiplicarsi e dominare sulla terra".
Ordine e Pienezza
La diversità sessuale è parte essenziale e originaria della piena umanità voluta da Dio.
2. La Donna nel Secondo Racconto (Tradizione Iavista - Genesi 2:4b-25)
Questo è il racconto più intimo, quasi "popolare", ambientato nel Giardino dell'Eden, dove Dio è chiamato Signore Dio (YHWH Elohim).
Contesto della Creazione
Dio modella l'uomo ('adam) dalla terra ('adamah) e poi, in un secondo momento, realizza che "Non è bene che l'uomo sia solo" (Genesi 2:18).
Modalità di Creazione della Donna
La donna è creata dopo l'uomo e gli animali. Dio la forma dalla costola (o dal "fianco") di Adamo, mentre questi dorme.
"Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo." (Genesi 2:21-22)
Implicazione Teologica
Relazionalità e Complementarietà La donna è presentata come l'"aiuto che gli sia conveniente" ('ezer kenegdô), l'unica creatura in grado di spezzare la solitudine dell'uomo.
Intimità e Unità
Il racconto spiega il legame profondo e l'attrazione reciproca ("osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne") che porta al matrimonio e all'unione in "un'unica carne".
Nonostante le due fonti (Sacerdotale e Iavista), la redazione finale della Genesi (il Testo Masoretico che conosciamo) è stata deliberatamente unificata.
Teologicamente, offre un messaggio coerente e progressivo sulla creazione, sulla natura dell'uomo ('adam), sulla sua relazione con la donna ('ishshah) e sull'origine del male.
Lilith e le Tradizioni Rabbiniche
L'Ebraismo, cercando di conciliare le apparenti discrepanze tra i due racconti della creazione della donna (quella simultanea di Genesi 1:27 e quella dalla costola di Genesi 2:21-22), ha elaborato il mito di Lilith.
Il Mito di Lilith
La Figura della Prima Moglie Ribelle
La storia di Lilith non si trova nella Bibbia canonica (Genesi). La sua figura emerge in testi successivi della tradizione ebraica, in particolare nei Midrashim e nello Zohar (Cabala), e si cristallizza nel testo satirico medievale "Alfabeto di Ben Sira" (tra il VII e il X secolo d.C.).
Dettagli del Mito di Lilith:
L'Origine Paritetica
Il mito di Lilith utilizza il versetto di Genesi 1:27 (il racconto Sacerdotale) dove l'uomo e la donna sono creati simultaneamente e dalla stessa terra ('adamah), suggerendo quindi una parità assoluta nella loro creazione. Lei sarebbe la donna di cui si parla qui.
La Ribellione
Lilith si rifiutò di sottomettersi ad Adamo, in particolare durante il rapporto sessuale. La sua argomentazione era: "Perché dovrei giacere sotto di te? Siamo entrambi uguali perché siamo stati entrambi creati dalla terra."
La Fuga
Poiché Adamo insisteva per il suo dominio, Lilith pronunciò il nome ineffabile di Dio (il Tetragramma Sacro), si alzò in volo e fuggì dal Giardino dell'Eden, rifugiandosi presso il Mar Rosso.
La Sostituzione
Dopo la sua fuga, Dio creò Eva dal fianco (o costola) di Adamo (il racconto Iavista di Genesi 2), un atto che simboleggiava la dipendenza e la complementarità, assicurando una compagna che non avrebbe preteso la parità, ma sarebbe stata "osso delle sue ossa".
Significato Teologico e Culturale
La figura di Lilith è fondamentale perché funge da archetipo della femminilità non sottomessa e ribelle.
Esegesi del Silenzio
La sua storia è un tentativo di spiegare il "vuoto" tra i due racconti di Genesi e di fornire una risposta alle domande su una possibile "prima compagna" creata in parità (Gen 1) che sarebbe stata in seguito sostituita da una creata per complementarità (Gen 2).
Demonizzazione
Dopo la sua fuga, Lilith viene demonizzata nella tradizione come uno spirito della notte, una succube, o un demone che rapisce o danneggia i neonati maschi (soprattutto i non circoncisi). Questo riflette la paura culturale della donna indipendente e del suo potere autonomo, non incanalato nella struttura sociale.
Tuttavia, Lilith non è un personaggio biblico, ma è la soluzione narrativa che la tradizione rabbinica ha fornito per spiegare l'apparente differenza tra le due narrazioni bibliche sulla creazione della donna, trasformando la donna "del primo racconto" (Gen 1) in un simbolo di ribellione e autonomia.
La tradizione cristiana non solo unifica i racconti della Genesi, ma li legge in chiave tipologica come figure o "tipi" che trovano il loro compimento in Cristo e nella Chiesa.
1. La Tipologia Adamo-Cristo (Il "Secondo Adamo" di Paolo)
San Paolo stabilisce un netto parallelo contrastivo (una tipologia) tra Adamo e Cristo, soprattutto nella Lettera ai Romani (5:12-21) e nella Prima Lettera ai Corinzi (15:21-22, 45-49).
Cristo è il "secondo Adamo" che, attraverso la sua obbedienza, annulla il fallimento del primo Adamo e inaugura una nuova creazione.
2. La Tipologia Eva-Chiesa (La "Nuova Eva" Nata dal Costato)
Questa è la parte più squisitamente tipologica che si basa sul racconto Iavista (Genesi 2). I Padri della Chiesa, come Sant'Agostino e Sant'Ambrogio, svilupparono questa interpretazione
Il Parallelo Mistico
Il Sonno di Adamo e il Sonno di Cristo: Adamo fu immerso in un sonno profondo prima che Eva fosse tratta dal suo fianco. Questo "sonno" è visto come un tipo del sonno della morte di Cristo sulla croce.
La Costola di Adamo e il Costato di Cristo
Eva fu formata dalla costola di Adamo. La Chiesa è nata dal costato trafitto di Cristo , da cui sgorgarono sangue e acqua (Giovanni 19:34).
Significato Sacramantale
Il sangue e l'acqua che escono dal costato di Cristo sono stati interpretati come i simboli del Battesimo (l'acqua) e dell'Eucaristia (il sangue), i due principali sacramenti attraverso i quali si genera la Chiesa.
Il corpo di Cristo sulla croce, il Nuovo Adamo, ha generato la sua sposa, la Chiesa (la Nuova Eva), dal sangue e dall'acqua sgorgati dal suo costato aperto, proprio come Eva fu tratta dal costato di Adamo per diventare la madre di tutti i viventi.
In questa lettura, la Chiesa non è solo la "sposa" di Cristo (tema caro a Paolo, Efesini 5:25-32), ma è anche il "nuovo corpo" di umanità redenta e purificata, nata in un modo che risana e perfeziona l'atto creativo iniziale.
L'immacolata e il tipo della prima creazione:
L'interpretazione che lega Maria (l'Immacolata Concezione) alla donna del primo racconto della creazione (Tradizione Sacerdotale, Genesi 1:27)
Maria l'Ideale Compiuto della Donna di Genesi 1:27
Il racconto Sacerdotale insiste sulla creazione simultanea e paritetica dell'umanità come "maschio e femmina", entrambi creati a immagine di Dio e in uno stato di perfetta bontà e giustizia (innocenza) prima della Caduta.
Legare Maria a questa tradizione significa vederla come l'unica persona che ha pienamente (e non-decaduta) realizzato l'intenzione originale di Dio per l'umanità.
1. Realizzazione dell'Immagine di Dio in Perfetta Parità
Se il testo di Genesi 1:27 afferma che l'umanità (sia maschio che femmina) fu creata perfettamente "a immagine di Dio" e in stato di innocenza, il dogma dell'Immacolata Concezione assicura che Maria:
Non è stata toccata dal Peccato Originale (la "macchia" che ha offuscato l'immagine di Dio in Adamo ed Eva).
Ha mantenuto la "Giustizia Originale" voluta da Dio per la prima coppia, diventando un riflesso integro e splendente dell'immagine divina.
In questo senso, Maria è il prototipo perfetto e l'esemplare compiuto della donna ideale di cui parla il racconto Sacerdotale, una creatura che incarna la piena dignità umana voluta da Dio, senza le limitazioni e le conseguenze introdotte dal peccato della Caduta.
2. La Pre-esistenza Tipologica della Donna
Mentre il mito di Lilith cercava di spiegare perché la donna di Genesi 1:27 (quella della parità) fosse scomparsa per fare spazio a Eva (quella della dipendenza in Genesi 2), la teologia mariana eleva Maria come la Donna che doveva essere secondo il primo, perfetto, progetto di Dio.
Lei è il "Tipo Celeste" della donna pura e incorrotta, la cui esistenza precede, in senso ideale e tipologico, la necessità della redenzione, in quanto preservata in anticipo da essa.
Questa interpretazione rafforza l'idea che la salvezza in Cristo non è solo un "rattoppo" al danno fatto da Adamo ed Eva, ma una Nuova Creazione che porta a compimento il piano iniziale. Maria, il vaso puro per il Nuovo Adamo, è la prova che la perfezione di Genesi 1 era recuperabile.
La figura di Maria, in particolare attraverso il dogma dell'Immacolata Concezione, funziona come la risposta cristiana (o la soluzione esegetica) al vuoto lasciato dal primo racconto della creazione (Genesi 1:27), un vuoto che la tradizione ebraica non canonica aveva riempito con la figura di Lilith.
Maria come "Completamento" della Donna di Genesi 1:27
Implicazioni Profonde:
Risanamento Totale
Se Lilith rappresenta la Caduta per orgoglio e rifiuto, Maria rappresenta il risanamento totale e anticipato dell'umanità. Lei è l'unica creatura umana che realizza la condizione perfetta di Genesi 1 prima della redenzione di Cristo (il Nuovo Adamo).
Sostituzione del Tipo
Maria non è semplicemente la "Nuova Eva" (che rimedia all'errore di Eva, Gen 2), ma, in un senso più elevato, è la "Donna di Genesi 1" finalmente compiuta e glorificata. Lei è l'umanità allo stato puro e incontaminato, l'umanità che Dio intendeva creare.
Il Contro-Archetipo
In una prospettiva cristiana, Maria è il contro-archetipo perfetto di Lilith. Dove Lilith ha scelto l'indipendenza radicale che l'ha portata all'esilio e alla demonizzazione, Maria ha scelto la libertà nell'obbedienza ("Eccomi, sono la serva del Signore") che l'ha portata alla Divina Maternità e alla glorificazione (assunzione).
Entrambi i testi della Genesi sono stati conservati e combinati perché offrono messaggi complementari, non contraddittori, sulla dignità, l'origine e la relazione tra uomo e donna nel progetto divino.
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