Totem da simbolo a degenerazione
Il totemismo è un sistema di credenze e pratiche religiose in cui si ritiene che un gruppo di persone (come un clan, una famiglia o una tribù) abbia una relazione mistica o di parentela con un'entità spirituale, spesso un animale, una pianta o un oggetto naturale. Questa entità, chiamata "totem", serve come emblema o simbolo del gruppo.
Ecco alcuni punti chiave per comprendere il totemismo:
Il Totem
L'entità totemica è considerata sacra e protettrice. Può essere un animale (es. orso, lupo), una pianta, un fenomeno naturale o persino un oggetto creato. Il totem è spesso associato a miti sull'origine del gruppo, come un antenato o uno spirito guida.
La Relazione
Il legame tra il gruppo e il totem è profondo. Spesso include tabù, come il divieto di cacciare o mangiare l'animale totemico, e rituali specifici. Si crede che il benessere del gruppo sia legato a quello del totem.
Organizzazione Sociale
Il totemismo è strettamente legato all'organizzazione sociale. I gruppi totemicamente definiti, come i clan, spesso praticano l'esogamia, ovvero il matrimonio al di fuori del proprio gruppo totemico. Questo aiuta a rafforzare i legami tra le diverse unità sociali.
Interpretazioni Antropologiche
Il totemismo è stato oggetto di studio da parte di molti antropologi e sociologi.
Émile Durkheim lo considerava la forma più elementare di religione. Secondo lui, il totem non era un'entità religiosa in sé, ma un simbolo della società stessa. Adorando il totem, le persone adoravano la loro comunità, rafforzando così la coesione sociale.
Claude Lévi-Strauss lo interpretava non come una forma religiosa, ma come un modo di classificare e organizzare il mondo. Per lui, il totemismo era un sistema di pensiero che usava analogie tra il mondo naturale e l'organizzazione sociale per dare un senso alla realtà.
Diffusione
Il totemismo è stato osservato in diverse culture in tutto il mondo, in particolare tra le popolazioni indigene del Nord America (es. Nativi Americani), dell'Australia e dell'Oceania. Le famose "totem poles" dei Nativi Americani della costa nord-occidentale sono un esempio visivo di questa pratica, anche se non sono oggetti di culto, ma piuttosto rappresentazioni di storie, genealogie e status del clan.
Esempi di totemismo si trovano in diverse culture e periodi storici, soprattutto tra i popoli indigeni. Le manifestazioni del totemismo variano, ma hanno in comune il legame tra un gruppo umano e un'entità naturale o un simbolo.
Nativi Americani del Nord-Ovest
Forse gli esempi più noti sono quelli delle tribù della costa nord-occidentale del Nord America, come i Kwakwaka'wakw, Haida e Tlingit.
Totem Pole
Le famose pali totemici non erano oggetti di culto, ma piuttosto dei monumenti che raccontavano la storia, la genealogia e i privilegi di un clan o di una famiglia. I totem raffiguravano animali (come orso, lupo, corvo, salmone) o figure mitologiche che erano considerate gli antenati o i protettori del gruppo.
Clan e identità
L'appartenenza a un clan era definita dal totem. Ad esempio, una persona del clan dell'Aquila non poteva sposare qualcuno dello stesso clan, ma doveva cercarsi un coniuge in un altro gruppo totemico, come il clan del Corvo.
Il rito del ver sacrum praticato dai Sabini e altri popoli italici agli albori delle società civili, pare avesse caratteristiche totemistiche. Tuttavia, è importante chiarire che non si trattava di totemismo nella sua forma più classica, ma di un rito che ne incorporava elementi.
Il ver sacrum (in latino, "primavera sacra") era un rituale di origine italica, praticato dai Sabini, ma anche da popoli da essi derivati come i Piceni, i Sanniti e gli Irpini.
Questo rito veniva attuato in momenti di crisi, come carestie o sovrappopolazione, e consisteva nel voto agli dèi di consacrare tutti i primogeniti nati tra il 1° marzo e il 1° giugno. Gli animali primogeniti venivano sacrificati, mentre i giovani, una volta raggiunta la maggiore età, erano costretti a lasciare la comunità d'origine per fondare una nuova colonia.
Elementi totemici nel ver sacrum
Il legame con il totemismo emerge specificamente nella fase migratoria del rito:
Animale-guida
La migrazione dei giovani non era casuale. Essi venivano guidati da un animale totemico che indicava la direzione e il luogo in cui fondare la nuova comunità. L'animale era considerato sacro e inviato dalla divinità protettrice (spesso Marte, per gli Italici).
Identità del popolo
I nuovi popoli nati dal ver sacrum assumevano l'animale-guida come simbolo della loro identità.
I Piceni, ad esempio, presero il nome dal picchio (in latino, picus), che li aveva guidati dalla Sabina.
Gli Irpini presero il nome dal lupo (in lingua osca, hirpus).
I Sanniti furono guidati da un toro.
In questo senso, l'animale non era semplicemente un simbolo, ma un vero e proprio fondatore mitico della comunità. Si credeva che la loro storia e la loro identità fossero indissolubilmente legate a quell'animale sacro. La pratica era un modo per rinnovare la società e mantenere l'equilibrio tra popolazione e risorse, un'espressione di un legame profondo tra l'uomo, la natura e il divino, tipico di molte forme di totemismo.
Le narrazioni mitologiche, specialmente quelle relative alla fondazione di città o popoli, spesso sono un'evoluzione di credenze totemistiche, dove l'animale non è più solo un simbolo, ma un co-protagonista o un antenato divino nella storia delle origini.
Romolo, Remo e la Lupa
Il mito della fondazione di Roma è un esempio emblematico di questo passaggio. Nonostante non sia direttamente collegato al ver sacrum sabino, condivide con esso un elemento totemico chiave: l'animale-guida che salva e nutre il popolo in nascita.
Il ruolo della lupa
La lupa non è un semplice animale, ma un'entità sacra che, per volontà divina (spesso associata a Marte, dio della guerra e padre dei gemelli), protegge e allatta i futuri fondatori di Roma. Questo atto crea un legame profondo e indissolubile tra il popolo romano e la lupa, che diventa il simbolo stesso della città e del suo spirito combattivo e selvaggio. Il mito la eleva da semplice bestia a genitrice mitologica.
La lupa capitolina
La celebre statua della Lupa, con i due gemelli aggiunti in epoca rinascimentale, non è solo un'icona artistica, ma la rappresentazione di questo rapporto totemico.
Altri esempi da diverse civiltà
Civiltà egizia
Gli Egizi veneravano numerose divinità con sembianze animali. Molte divinità erano associate a specifici animali che ne rappresentavano i poteri o le qualità. Horus, il dio falco, era il protettore del faraone, che era considerato la sua incarnazione terrena. Il coccodrillo sacro, Sobek, era un dio legato alla fertilità del Nilo. Questi animali non erano semplicemente venerati, ma erano manifestazioni terrene del divino, un concetto affine al totemismo.
Civiltà celtiche
Nei miti celtici, animali come il cervo, il cinghiale e il salmone erano visti come esseri ultraterreni o guide spirituali. Spesso, gli eroi celtici potevano trasformarsi in animali o avevano un forte legame con essi. Ad esempio, il salmone della saggezza era un animale mistico che conteneva tutta la conoscenza del mondo.
Miti di fondazione in America Latina
In molte culture precolombiane, come quelle degli Aztechi, il serpente piumato Quetzalcoatl era una figura fondamentale, associata alla creazione e alla conoscenza. Il serpente, come animale totemico, è al centro del mito, collegando gli esseri umani al mondo naturale e spirituale.
Questi esempi mostrano come il totemismo, con la sua enfasi sul legame tra uomo e animale, abbia fornito un ricco serbatoio di simboli e narrazioni che sono stati poi elaborati in complessi sistemi mitologici.
Si può sostenere che la funzione totemica sia evoluta nel tempo, passando da un ruolo di semplice identificatore sociale a quello di un'entità mitologica o uno spirito protettore. Questa evoluzione riflette il passaggio da un pensiero più "primitivo" e pre-logico, in cui le classificazioni del mondo si basavano su analogie tra l'uomo e la natura, a un sistema mitologico più complesso.
Dal simbolo al mito
Inizialmente, il totem era un simbolo che serviva a definire l'appartenenza a un gruppo (clan) e a regolarne i rapporti, come l'esogamia. La sua funzione era principalmente sociale e classificatoria. L'animale totemico non era una divinità, ma una rappresentazione della comunità stessa, come suggerito da Émile Durkheim. I rituali, come l'Intichiuma degli aborigeni australiani, erano volti a rafforzare il legame con il totem e a garantirne la riproduzione, assicurando così la sopravvivenza del gruppo.
Lo sviluppo mitologico
Con l'evoluzione delle civiltà, l'animale totemico ha assunto un ruolo più narrativo e sacrale. Non era più solo un antenato simbolico, ma un vero e proprio protagonista del mito di fondazione. In questo stadio, il legame tra uomo e animale si "storifica" e si sacralizza, trasformando l'animale-guida in una figura mitologica con poteri soprannaturali.
Ver Sacrum dei popoli italici L'animale (lupo, picchio, toro) non è solo un simbolo, ma la guida inviata dagli dèi per fondare una nuova comunità. Questa figura diventa un antenato mitico, da cui il popolo stesso prende il nome.
Mito della Lupa di Roma
La lupa che allatta Romolo e Remo è l'esempio più celebre. Invece di essere un semplice emblema del clan, la lupa è un'entità divina, un'espressione del potere di Marte, che salva i fondatori e sancisce la nascita di un popolo. Il mito della lupa capitalizza sul rapporto totemico, elevandolo a un livello di narrazione cosmica.
Influenza sulla mitologia antica
Questa evoluzione è visibile in molte altre culture:
Mitologia egizia: Numerose divinità egizie come Horus (falco) o Sobek (coccodrillo) mantengono le sembianze animali, che sono manifestazioni della loro essenza divina. L'animale non è più solo un simbolo, ma l'incarnazione stessa del dio.
Mitologia greca
Sebbene il totemismo non fosse un sistema centrale, le tracce si trovano in figure come la civetta di Atena o l'aquila di Zeus. Questi animali non sono casuali, ma sono scelti per le loro caratteristiche, che riflettono gli attributi della divinità, e fungono da "animali da compagnia" o veicoli sacri.
In sintesi, la funzione totemica ha subito una "degenerazione" (in senso di evoluzione e trasformazione) da una semplice rappresentazione sociale a un ruolo attivo nei miti di fondazione e nelle narrazioni divine, arricchendo il pantheon e il folklore con figure ibride e sacralizzate.
Aborigeni Australiani
Per le popolazioni aborigene, il totemismo è centrale nella loro visione del mondo, legata al "Tempo del Sogno" (Dreamtime).
Spiriti ancestrali
Ogni individuo è legato a uno spirito ancestrale, spesso un animale, che ha viaggiato sulla terra durante il Tempo del Sogno, creando paesaggi e forme di vita. La persona e il suo totem sono considerati una cosa sola e la loro esistenza è interconnessa.
Riti di fertilità
Rituali come l'Intichiuma avevano lo scopo di garantire la riproduzione dell'animale totemico, assicurando così il benessere del gruppo. Uccidere o mangiare il proprio totem era un tabù rigoroso.
Altri esempi e interpretazioni
Clan scozzesi: Sebbene non si tratti di totemismo in senso stretto, i clan scozzesi avevano "simboli delle piante" (Plant Badges) come il mirto per il Clan Campbell o l'erica per il Clan MacDonald. Questi simboli erano usati per l'identificazione, specialmente in battaglia, e rafforzavano il senso di appartenenza e l'identità del gruppo, in modo simile a un totem.
Totemismo individuale
In alcune culture, il totem non è un'entità di gruppo, ma un "animale guida" che si manifesta a un individuo, spesso in un sogno o in una visione. Questa figura protegge e guida la persona, che in cambio la rispetta.
Aggiungi commento
Commenti