Origene e l'esegesi ebraica.

Pubblicato il 12 novembre 2025 alle ore 14:24

Origene di Alessandria è stato, una delle figure più brillanti e influenti nella storia della Chiesa primitiva, e la sua fama di esegeta (interprete delle Sacre Scritture) era talmente grande che veniva richiesto ovunque per le sue esposizioni.


​1. La Fama del "Padre dell'Esegesi"
​Origene è spesso chiamato il "Padre dell'Esegesi Biblica" dell'antichità cristiana. La sua dottrina e il suo metodo erano rivoluzionari per l'epoca.

​Preparazione Colossale
Era un erudito di vastissima cultura. Aveva studiato la filosofia greca (soprattutto il platonismo), la retorica e conosceva la lingua ebraica, una rarità tra i cristiani del suo tempo. Questa preparazione gli permise di confrontarsi alla pari con i sapienti pagani e con gli ebrei.

​La Scuola Catechetica
Già in giovane età (a circa 18 anni) fu messo a capo della prestigiosa Scuola Catechetica di Alessandria , un centro di alta formazione dove l'insegnamento si concentrava sull'approfondimento della fede attraverso le Scritture. La sua influenza si estese rapidamente grazie agli allievi formati in questa scuola.

​2. Il Metodo della "Triplice Lettura"
​La sua esegesi non si limitava al senso letterale, ma penetrava i misteri più profondi della fede, un approccio che affascinava i credenti. Origene sosteneva che la Scrittura avesse tre sensi, analoghi alle tre parti dell'uomo (corpo, anima, spirito):

​Senso Letterale (o Corporeo): Il significato immediato del testo, la narrazione storica.

​Senso Morale (o Animico): Il significato che istruisce il lettore su come vivere una vita pia e coerente con la fede.

​Senso Spirituale/Allegorico: Il significato più profondo, che rivela i misteri di Cristo, della Chiesa e i segreti nascosti. Per Origene, questo era il senso principale.

​La sua capacità di scovare i misteri spirituali in ogni pagina della Bibbia era il motivo per cui era così ricercato per le sue Omelie e i suoi Commentari (ne scrisse moltissimi, anche se gran parte è andata perduta).

​3. Richieste di Predicazione e Insegnamento
​La sua fama era tale che fu invitato a tenere lezioni e predicare anche in luoghi lontani dalla sua sede di Alessandria, un fatto eccezionale per un laico (lo era inizialmente) in quel periodo.
​Fu invitato in Arabia e ad Antiochia da figure influenti come Giulia Mammea, madre dell'imperatore Alessandro Severo.
​Quando fu costretto a lasciare Alessandria, si stabilì a Cesarea di Palestina, dove aprì un'altra scuola e continuò la sua intensa attività di predicazione ed esegesi, su richiesta dei vescovi locali.

​La richiesta di sentire Origene esporre le Scritture era un desiderio di attingere direttamente a quella che era considerata la più profonda, completa e spirituale interpretazione della Parola di Dio disponibile al tempo.
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Il cuore del contributo filologico ed esegetico di Origene di Alessandria (c. 185 - c. 254 d.C.), in particolare la sua monumentale opera che utilizzava le traduzioni ebraiche della Bibbia è rappresentato dall'Hexapla.

​L'Hexapla: Lo Strumento Esegetico di Origene
​L'opera più importante e influente di Origene per lo studio esegetico dei testi biblici, specialmente dell'Antico Testamento, è l'Hexapla (o Esapla), che significa letteralmente "sei colonne".
​Origene intraprese questo lavoro per affrontare le crescenti divergenze tra il testo greco della Septuaginta (LXX), usato dai cristiani, e il testo ebraico in uso nelle sinagoghe, soprattutto in un'ottica di confronto con i giudei dell'epoca.

​L'Hexapla era un'edizione sinottica dell'Antico Testamento, disposta su sei colonne parallele, in cui Origene metteva a confronto diverse versioni del testo. Le colonne erano così organizzate:

​Testo Ebraico (consonantico, l'originale in uso)
​Traslitterazione in caratteri greci del testo ebraico (per i lettori cristiani che non conoscevano l'ebraico)

​Versione di Aquila (traduzione greca molto letterale, realizzata da un proselita ebreo nel II secolo d.C., che mirava a riflettere fedelmente l'ebraico consonantico)

​Versione di Simmaco (traduzione greca che cercava un equilibrio tra letteralità e un greco elegante)

​Septuaginta (LXX) (la versione greca tradizionale della Chiesa, che Origene corresse in base ai testi ebraici e alle altre versioni)

​Versione di Teodozione (traduzione greca che era in realtà una revisione della LXX, con una tendenza a rimanere fedele all'ebraico)

​I "testi delle traduzioni ebraiche" (o versioni basate sull'ebraico) che Origene utilizzò per la sua esegesi e per l'Hexapla furono principalmente:
​Il testo ebraico originale.
​Le traduzioni greche di tradizione giudaica (o giudaizzante) che erano molto vicine all'ebraico: Aquila, Simmaco e Teodozione.

L'Obiettivo Esegetico
​L'obiettivo di Origene non era semplicemente filologico, ma profondamente esegetico.

​Stabilire un testo greco affidabile.
Attraverso il confronto sinottico, egli intendeva "purificare" e correggere la Septuaginta (LXX), che presentava diverse corruzioni e varianti, confrontandola con le versioni più fedeli all'ebraico.

​Base per l'interpretazione
L'Hexapla serviva ai suoi allievi e lettori come strumento fondamentale per l'esegesi, permettendo di analizzare il testo in profondità e di comprendere meglio il senso letterale, che Origene considerava il primo dei tre sensi della Scrittura (letterale, morale, spirituale/allegorico).

​Purtroppo, l'Hexapla, per le sue dimensioni colossali, non fu mai copiata interamente e andò perduta, anche se frammenti e soprattutto la sua colonna più importante (la LXX riveduta) influenzarono enormemente la storia del testo biblico, in particolare il lavoro di San Girolamo nella stesura della Vulgata latina.
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