Teologia e storia dell'uomo. La teologia del peccato originale.

Pubblicato il 19 novembre 2025 alle ore 23:22

Per quel che concerne la storia dell'uomo, secondo i studi e le teorie più recenti, l'Homo Sapiens, è comparso sulla scena all'incirca 300.000 anni fa, ma è solo una decina di migliaia di anni fa, che si erge al di fuori della sua sfera naturale, emancipandosi dal suo contesto ambientale in un periodo geologico travagliato chiamato Olocene.

 

L'Olocene è cominciato convenzionalmente 11700 anni fa circa, e rappresenta una frattura significativa con il passato preistorico dell'uomo, in particolare per quanto riguarda la sua relazione con l'ordine naturale.

Se prima dell'Olocene (e in particolare prima della rivoluzione neolitica), l'essere umano era parte integrante e largamente dipendente dagli equilibri e dai ritmi della natura (un "animale" tra gli altri, sebbene con capacità cognitive uniche), dall'Olocene in poi inizia a emergere in modo sempre più marcato il "mondo dell'uomo".

Questo "mondo dell'uomo" si caratterizza per:

 

- Dominio e Modifica dell'Ambiente. Invece di adattarsi prevalentemente all'ambiente, l'uomo inizia a piegarlo ai propri bisogni, modificando paesaggi, fiumi, climi locali. Questo segna un distacco dalla logica di "cacciatore e raccoglitore" per abbracciare quella di "produci e controlla".

 

- Costruzione di Realtà Artificiali.

Le città, le strade, le infrastrutture complesse sono l'espressione fisica di questa frattura. Creano micro-ambienti dove le leggi della natura vengono in parte sospese o subordinate a quelle umane (es. gestione dell'acqua, climatizzazione).

 

-Sviluppo di Sistemi Socio-Culturali Complessi. 

La capacità di produrre surplus porta alla stratificazione sociale, alla nascita di istituzioni politiche, economie complesse, sistemi di scrittura e filosofie. Il "mondo" diventa un costrutto sociale e culturale tanto quanto un luogo fisico.

 

- Percezione di Emancipazione. L'uomo inizia a percepirsi sempre più come distinto dalla natura, talvolta superiore, e in grado di superare i suoi limiti. Questa percezione, pur essendo in parte un'illusione (siamo pur sempre esseri biologici dipendenti dall'ecosistema planetario), ha guidato gran parte delle nostre azioni storiche.

 

- Accumulo e Trasmissione della Storia.

Con la scrittura e la conservazione del sapere, il "mondo dell'uomo" diventa un mondo che accumula la propria storia, che impara (o dovrebbe imparare) dal proprio passato e che si proietta nel futuro con progetti e visioni.

 

L'Olocene, e in particolare le trasformazioni introdotte dalla rivoluzione neolitica, segna una transizione fondamentale. Prima eravamo "nel" mondo in un senso più simbiotico, incosciente e irrilevante nei riguardi della nostra storia; dall'Olocene in poi, iniziamo a "fare" il mondo, a costruirlo e a imprimervi la nostra impronta in modo indelebile, avviando una storia che è sempre più la storia dell'interazione (e spesso del conflitto) tra le costruzioni umane e i limiti del sistema naturale.

 

Il mondo dell'uomo, sebbene il suo passato per la maggior parte sia oscuro e nascosto dal velo del tempo, esso comincia ad essere tangibile nel momento in cui l'umano comincia a fare esperienza e raccontare se stesso ai posteri mediante le opere che si è tramandato. (Matteo Papola)


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