Gli Atti di Pilato. Un testo apologetico.

Pubblicato il 2 dicembre 2025 alle ore 23:19

Gli Atti di Pilato (in latino Acta Pilati, in greco Πράξεις Πιλάτου), noti anche come Vangelo di Pilato, sono un importante testo apocrifo del Nuovo Testamento.

​Si tratta di un'opera letteraria che si concentra sulle azioni di Ponzio Pilato in relazione al processo e alla crocifissione di Gesù Cristo.

​Ecco i punti principali da sapere

​Natura
È un apocrifo, cioè un testo religioso relativo a Gesù o agli apostoli che non è stato accettato nel canone ufficiale della Bibbia.

​Contenuto
Descrive il processo di Gesù davanti a Pilato, la sua crocifissione, e spesso include anche il racconto della Risurrezione e l'episodio della Discesa agli Inferi di Cristo (spesso chiamato Descensus ad Inferos).

​Associazione
Viene comunemente trovato come la prima parte (o un'appendice) del più ampio Vangelo di Nicodemo, al quale è stato incorporato nel Medioevo.

​Datazione
Sebbene alcune tradizioni e riferimenti antichi suggeriscano l'esistenza di documenti simili molto più antichi (ad esempio menzionati da Giustino Martire nel II secolo), la versione completa degli Atti di Pilato che possediamo oggi è generalmente datata dagli studiosi alla metà del IV secolo d.C.

Gli Atti di Pilato, spesso integrati nella versione completa del Vangelo di Nicodemo, offrono un resoconto molto più dettagliato e drammatico della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù rispetto ai Vangeli canonici.
​Il testo è convenzionalmente diviso in due parti principali:

​Parte I: Il Processo e la Passione (Gli Acta Pilati veri e propri)
​Questa sezione si concentra sugli eventi tra la cattura di Gesù e la sua sepoltura, ponendo enfasi sul ruolo di Ponzio Pilato, che viene dipinto come un uomo convinto dell'innocenza di Gesù e costretto a cedere alla pressione della folla giudaica.

​L'Interrogatorio Esteso
Il dialogo tra Gesù e Pilato è ampliato. Pilato tenta in ogni modo di scagionare Gesù, giungendo a interrogarlo ben quattro volte e affrontando più volte i capi del Sinedrio.

​Testimonianze
Il testo introduce testimoni che intervengono a favore di Gesù. Tra questi, spiccano Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea, le cui azioni (come la richiesta del corpo di Gesù) vengono dettagliate e presentate come atti di grande coraggio che li portano a essere perseguitati dai Giudei.

​Il Sogno di Procula
Viene dato ampio risalto al sogno di Procula, la moglie di Pilato, che lo esorta con forza a non condannare l'uomo giusto. In alcune versioni, gli Ebrei replicano che Gesù è un mago e che ha inviato "i fantasmi dei sogni" alla donna.

​Il Titulus Crucis
Il testo conferma la famosa iscrizione posta sulla croce ("Gesù Nazareno Re dei Giudei"), sottolineando l'insistenza di Pilato nel volerla mantenere nonostante le obiezioni dei sacerdoti.

​La Resurrezione
Dopo la sepoltura, la narrazione si sposta sui soldati romani di guardia, che sono testimoni diretti della Resurrezione. Il loro rapporto a Pilato, e il tentativo del Sinedrio di corromperli per diffondere la storia che il corpo fu rubato dai discepoli, sono centrali in questa parte.

​Parte II: La Discesa agli Inferi (Descensus ad Inferos)
​Questa sezione aggiunta, di grande rilevanza teologica e iconografica (soprattutto nell'arte orientale), descrive ciò che accade tra la morte di Gesù e la sua resurrezione: il suo viaggio nel regno dei morti.

​Il Testimone
La storia è narrata principalmente attraverso le parole di due uomini che risorgono dopo la crocifissione: i fratelli Carino e Lentio (o Leucio), i quali raccontano la loro esperienza davanti al Sinedrio e a Pilato.

​Il Dramma negli Inferi
La scena descrive una drammatica discussione tra le potenze infernali, Satana e Ade (il signore degli inferi), che si preparano all'arrivo di Gesù. Satana crede di aver vinto, ma Ade teme la potenza del Cristo.

​La Liberazione
Gesù arriva nel Limbo, avvolto da una luce gloriosa. Egli distrugge le porte di bronzo e le sbarre di ferro degli inferi (il simbolismo del "vincitore della morte").

​I Patriarchi
Gesù si presenta ad Adamo, Mosè, Giovanni Battista e a tutti i giusti dell'Antico Testamento che erano rimasti in attesa della redenzione.

​Il Paradiso e Disma
Dopo aver liberato le anime (spesso chiamato il Trionfo di Cristo), Gesù le conduce fuori dall'oscurità. Il Buon Ladrone (Disma) viene mostrato mentre entra in Paradiso portando la croce come segno, come promesso da Cristo.

​Gli Atti di Pilato (o Vangelo di Nicodemo) rappresentano un tentativo di colmare le lacune narrative dei Vangeli canonici, fornendo dettagli aggiuntivi sul processo, sulla figura di Pilato e sul destino delle anime dopo la morte di Cristo, elementi che hanno avuto un'enorme influenza sulla tradizione popolare, la liturgia e l'arte medievale.

Alcune citazioni e passi del testo.

​Passo 1: Dal Processo (Atti di Pilato)
​Questo brano illustra l'insistenza di Pilato sull'innocenza di Gesù e il tentativo di intimorire i capi giudei, dopo che la folla ha chiesto a gran voce la sua crocifissione.
​"Pilato, udendo ciò, si adirò molto e disse: 'Tutta la folla del mondo attesta che egli è un dio, non un malfattore; e voi dite: Egli è un malfattore!'. Allora chiamò la moltitudine del popolo e disse: 'Uscite voi tutti da questa tribuna, e sia giudicato secondo le vostre Leggi'. Ma i Giudei gridarono: 'Non è lecito a noi mettere a morte nessuno'. E Pilato disse: 'Non volete che sia il vostro re?'. Ed essi gridarono a una voce: 'Non abbiamo altro re che Cesare!'.
​Pilato allora si alzò dal seggio e, in presenza di tutti, prese dell'acqua, si lavò le mani, e disse: 'Sono innocente del sangue di questo Giusto; vedetevela voi!'. I Giudei, rispondendo, dissero: 'Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli!'"
​(Questo passo, pur ricalcando i Vangeli canonici, ne esaspera il dramma, ponendo maggiore enfasi sulla responsabilità totale dei Giudei e sull'assoluta riluttanza di Pilato.)

​Passo 2: Dalla Discesa agli Inferi (Descensus ad Inferos)
​Questo è un momento culminante, che descrive l'arrivo trionfale di Cristo nell'Ade e il terrore delle forze infernali.
​"Appena queste parole furono pronunciate, venne un rumore come di tuono e vento; le porte di bronzo degli Inferi furono spezzate, e i serrami di ferro furono rotti e giacquero a terra. E Satana e la Morte dissero l'uno all'altra: 'Siamo stati sconfitti! Poveri noi! Chi è colui che ha un potere così grande?'.
​Allora il Re della Gloria, forte e potente, entrò come un uomo, ma circondato da una luce accecante. E i Principi dell'oscurità si ritirarono terrorizzati.
​Egli, camminando in mezzo all'oscurità, gridò con voce di tuono: 'Sollevate in alto i vostri portali, o Principi, e alzatevi, o porte eterne, ed entrerà il Re della Gloria!'"
​(Questo passo, basato su un Salmo messianico [Salmo 24], è la scena più celebre del testo e ha fortemente influenzato l'iconografia ortodossa e la letteratura medievale, consolidando l'immagine di Cristo che "espugna" gli inferi.)

Gli Atti di Pilato come deterrente alle accuse imperiali.

​Premessa: Le Persecuzioni e la Guerra di Propaganda
​Il Cristianesimo, fin dalla sua nascita, fu visto dalle autorità romane come una minaccia all'ordine pubblico (pax deorum) e alla stabilità politica dell'Impero. I cristiani venivano accusati di ateismo (perché rifiutavano il culto imperiale e le divinità romane) e di riti osceni.
​Per contrastare la diffusione della fede, gli Imperatori non si limitarono alla violenza fisica, ma impiegarono anche strumenti di propaganda ideologica. Era un tentativo di screditare la figura di Gesù e i principi fondamentali della nuova religione, trasformando la condanna di Cristo da un evento salvifico a una condanna legittima di un comune criminale.

​Lo Scontro Ideologico: I Due "Atti di Pilato"
​Questo scontro ideologico si manifestò concretamente nell'uso di documenti falsificati che prendevano il nome di "Atti di Pilato".
​1. La Minaccia: Gli Atti di Pilato Ostili (Anti-cristiani)
​Diffusione
Testimoniati dallo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea, furono ampiamente diffusi, in particolare durante il regno di Massimino Daia (inizio IV secolo).
​L'obiettivo era quello di ​diffamare Gesù, presentandolo non come un reo innocente, ma come un malfattore che meritava la crocifissione.

​Ridicolizzare la Resurrezione Spargendo storie che smentivano la dottrina centrale della fede cristiana, spesso attribuendo la Resurrezione a un inganno.

​Forzare la Lettura
Eusebio narra che questi scritti venivano appesi nei luoghi pubblici e che gli insegnanti erano obbligati a studiarli e a farli memorizzare agli studenti, specialmente nelle scuole primarie, per radicare il disprezzo verso Cristo fin dall'infanzia.

​2. La Difesa: Gli Atti di Pilato Apocrifi (Pro-cristiani)
​Gli studiosi ritengono che il testo che oggi conosciamo come Atti di Pilato (o Vangelo di Nicodemo) sia nato in risposta diretta a questa minaccia.

​Funzione
La sua funzione principale era apologetica (di difesa della fede). Se i Romani usavano i "documenti ufficiali" per accusare, i cristiani rispondevano con un "documento ufficiale" che scagionava Cristo.

​Contenuto
L'opera riabilita Gesù e pone la responsabilità della condanna interamente sul Sinedrio giudaico. Inoltre, offre "prove" documentate dell'innocenza di Cristo (attraverso le testimonianze di Pilato e della moglie Procula) e della veridicità della Resurrezione (attraverso i resoconti dei soldati e la Discesa agli Inferi).

​Conclusione Riassuntiva
​Gli Atti di Pilato che sono giunti fino a noi non sono un documento storico-legale, ma un potente testo di contro-propaganda.
​Furono scritti da autori cristiani per difendere la dottrina dalle menzogne diffuse dai nemici della fede. In questo modo, il nome di Ponzio Pilato, che era stato strumentalizzato come fonte di accusa (dagli Atti ostili), fu trasformato in una fonte di testimonianza a favore dell'innocenza e della divinità di Cristo (negli Atti apocrifi).


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