Principio Ordinatore

Pubblicato il 19 dicembre 2025 alle ore 22:02

Il concetto di Gesù come "Principio Ordinatore" risiede nella sua universalità. 

Per la teologia cristiana (e per molti pensatori interculturali), Gesù non è solo un personaggio storico di una specifica nazione, ma il punto di convergenza in cui le intuizioni di tutti i popoli trovano un compimento.

 

​1. Il Compimento dei "Semi del Verbo" (Logoi Spermatikoi)

​I primi padri della Chiesa (come Giustino) formularono l'idea che Dio avesse seminato dei "frammenti" di verità (semi del Logos) in tutte le culture prima di Cristo.

 

​Per i Greci

Gesù è il Logos fatto carne. Se i filosofi cercavano la "Ragione" che governava il mondo, Gesù si presenta come quella Ragione che ora ha un volto e un cuore.

 

​Per gli Orientali (Taoismo)

Gesù può essere visto come il Tao incarnato. Egli dice di essere "la Via". Come il Tao, Gesù non agisce con la forza del potere mondano, ma con la forza della mitezza (il "non-agire" o Wu Wei della Croce), che paradossalmente trasforma il mondo.

 

​2. Restauratore della Giustizia Cosmica (Ma'at e Dharma)

​In molte culture antiche, la giustizia non era solo "seguire le leggi", ma mantenere l'equilibrio tra cielo e terra.

 

​Ma'at e Rta

Gesù incarna la giustizia perfetta perché è l'unico punto in cui l'Umano e il Divino sono in perfetto equilibrio. La sua morte e risurrezione sono viste come l'atto che "ripara" la frattura dell'universo (il peccato), riportando il cosmo al suo ordine originario.

 

​Il sacrificio per l'ordine

In molte culture (si pensi anche alle civiltà precolombiane), l'ordine del mondo richiedeva un sacrificio per non crollare. Gesù sovverte questo schema: non è l'uomo che deve sacrificarsi per placare il cosmo, ma è Dio stesso che si offre per garantire la pace e l'ordine dell'uomo.

 

​3. Gesù come "Uomo Universale" (L'Adamo Primordiale)

​L'ebraismo e altre tradizioni parlano di un "Uomo Primordiale" (Adam Kadmon) che contiene in sé l'intera umanità.

 

​Identificazione con ogni uomo

Gesù si definisce spesso "Figlio dell'Uomo". Questo titolo non indica solo l'umiltà, ma l'appartenenza alla specie umana intera, oltre ogni confine etnico.

 

​Giustizia sociale universale

Nel discorso finale del Vangelo di Matteo (Cap. 25), Gesù dice: "Tutto quello che avete fatto a uno di questi minimi, l'avete fatto a me". Qui l'ordine cosmico diventa etica pura: Gesù si identifica con il sofferente di ogni popolo, presente e futuro. La giustizia non è più un'idea astratta, ma il modo in cui trattiamo l'altro.

 

​4. Un Ponte tra le Culture: Sintesi dell'Ordine

 

Cultura/Popolo Visione dell'Ordine Gesù come Identificazione

 

Occidente (Grecia/Roma) Ragione e Legge Gesù è la Verità (Logos) che rende liberi.

 

Oriente (India/Cina) Flusso e Armonia Gesù è la Via (Tao/Dharma) che unisce gli opposti.

 

Medio Oriente (Ebrei/Arabi) Parola e Profezia Gesù è la Parola (Dabar/Kalima) definitiva.

 

Culture Indigene Connessione con la Terra

 

5. Una Giustizia "Nuova": Il Perdono

​Il contributo più radicale di Gesù all'ordine dei popoli è la trasformazione della giustizia. Per quasi tutti i popoli antichi, la giustizia era "occhio per occhio", un equilibrio matematico di pene e ricompense.

Gesù introduce il Perdono come principio ordinatore superiore. Il perdono non rompe l'ordine, ma lo guarisce: impedisce che la catena del male continui all'infinito, creando un "nuovo ordine" basato sulla misericordia anziché sulla sola retribuzione.

 

​"In Cristo non c'è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù." (San Paolo, Galati 3,28)

​Questa frase di Paolo è il manifesto di come Gesù abbatta le barriere dei popoli per creare un unico corpo ordinato dall'amore.


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