La ricerca del Simbolo
Il concetto di simbolo è uno dei pilastri fondamentali della civiltà umana. Rappresenta la nostra capacità unica di proiettare significati astratti, complessi o spirituali su oggetti, segni o immagini concrete.
Etimologia: L'atto di "mettere insieme"
La parola deriva dal greco antico σύμβολον (sýmbolon), composto da:
σύν (sýn): "insieme"
βάλλω (bállo): "gettare" o "mettere"
L'origine pratica
Nell'antica Grecia, il sýmbolon era un oggetto fisico (una tessera di terracotta, un anello o un osso) che veniva spezzato in due tra due persone (ospiti, soci in affari o amanti). Ognuno conservava una metà. Quando si incontravano di nuovo, il combaciare delle due parti dimostrava l'identità e il legame tra i possessori. Il simbolo era dunque un "segno di riconoscimento".
Significato: Oltre l'apparenza
A differenza del segno (che ha un significato univoco e diretto, come un segnale stradale), il simbolo è polisemico.
Rappresentazione analogica
Unisce un elemento sensibile (ciò che vedo) a un elemento intelligibile (ciò che capisco).
Ponte verso l'astratto
Permette di comunicare concetti che non hanno una forma fisica, come l'amore, la giustizia, il divino o il tempo.
Funzione sociale
Crea un senso di appartenenza. Condividere un simbolo significa condividere una visione del mondo.
Storia del simbolo nella cultura umana
La Preistoria: L'alba del pensiero
I primi simboli appaiono circa 70.000 anni fa. Le pitture rupestri (come quelle di Lascaux) e le prime sculture (le "Veneri") non erano semplici decorazioni, ma simboli legati alla fertilità, alla caccia e al sacro. L'uomo smette di vivere solo nel presente e inizia a creare un mondo parallelo di significati.
L'Antichità: Religione e Potere
Nelle grandi civiltà (Egizi, Sumeri, Greci), il simbolo diventa il linguaggio degli dèi.
Egitto
L'Ankh (la croce ansata) non è solo un disegno, è l'essenza stessa della vita eterna.
Roma
Il fascio littorio o l'aquila simboleggiano l'autorità legale e la forza dello Stato.
Il Medioevo: L'universo come simbolo
Per l'uomo medievale, la natura stessa era un simbolo di Dio. Ogni animale (il leone per la forza, il pellicano per il sacrificio di Cristo) e ogni colore avevano un significato teologico. L'araldica nasce qui per codificare l'identità sociale attraverso simboli visivi complessi.
L'Età Moderna e Contemporanea
Con la rivoluzione industriale e l'Illuminismo, il simbolo si sposta verso la politica (le bandiere, la falce e martello, la svastica) e il commercio (i loghi dei brand).
Nel XX secolo, la psicologia (Jung) definisce i simboli come "archetipi" dell'inconscio collettivo, forme universali che abitano i sogni di tutti gli esseri umani.
Se il Simbolo è colui che unisce il diavolo è colui che divide
Il "Diabolo": Colui che divide
Il termine diavolo deriva dal greco diabállō (διαβάλλω), che è l'esatto opposto di symbállō.
Dia-bállō: significa "gettare attraverso", "separare", "scagliare una parte contro l'altra".
L'azione di Adamo
Nel contesto simbolico, il peccato originale rappresenta la rottura del sýmbolon originario. Adamo, cedendo al "divisore" (il diavolo), rompe l'unità tra la creatura e il Creatore. L'uomo diventa un frammento separato che non combacia più con la sua Origine.
Cristo
Il "Sýmbolon" restaurato
Se il diavolo è colui che separa, Cristo nella teologia è colui che riunisce.
La natura di Cristo
È egli stesso un simbolo vivente nel senso più letterale: in lui la natura umana e quella divina, precedentemente separate dalla "frattura" di Adamo, tornano a combaciare perfettamente.
L'atto della Redenzione
È l'atto di "rimettere insieme" le due metà della tessera. Cristo agisce come il ponte che permette al frammento umano (Adamo) di ritrovare la sua metà mancante (Dio), ricostituendo l'unità dell'essere.
La guarigione del frammento
L'uomo post-adamitico vive in uno stato di "nostalgia del sýmbolon": un senso di incompletezza dovuto al fatto di essere una parte che ha perso il suo incastro. La figura di Cristo non solo comunica un messaggio, ma "ri-salda" ontologicamente la frattura.
In definitiva, il simbolo non è solo uno strumento di comunicazione, ma la forma stessa del desiderio umano. Se il diaballon ci condanna alla frammentazione e all'isolamento, la ricerca del symbolon definisce il nostro tentativo di tornare interi. L'essere umano è, per sua natura, una metà in cerca del proprio incastro: un ponte teso tra il visibile e l'invisibile, tra il limite della carne e l'infinito del significato.
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