La Ricerca del Simbolo

Pubblicato il 23 dicembre 2025 alle ore 22:10

La ricerca del Simbolo

Il concetto di simbolo è uno dei pilastri fondamentali della civiltà umana. Rappresenta la nostra capacità unica di proiettare significati astratti, complessi o spirituali su oggetti, segni o immagini concrete.

​Etimologia: L'atto di "mettere insieme"
​La parola deriva dal greco antico σύμβολον (sýmbolon), composto da:
​σύν (sýn): "insieme"
​βάλλω (bállo): "gettare" o "mettere"

​L'origine pratica
Nell'antica Grecia, il sýmbolon era un oggetto fisico (una tessera di terracotta, un anello o un osso) che veniva spezzato in due tra due persone (ospiti, soci in affari o amanti). Ognuno conservava una metà. Quando si incontravano di nuovo, il combaciare delle due parti dimostrava l'identità e il legame tra i possessori. Il simbolo era dunque un "segno di riconoscimento".

​Significato: Oltre l'apparenza
​A differenza del segno (che ha un significato univoco e diretto, come un segnale stradale), il simbolo è polisemico.

​Rappresentazione analogica
Unisce un elemento sensibile (ciò che vedo) a un elemento intelligibile (ciò che capisco).

​Ponte verso l'astratto
Permette di comunicare concetti che non hanno una forma fisica, come l'amore, la giustizia, il divino o il tempo.

​Funzione sociale
Crea un senso di appartenenza. Condividere un simbolo significa condividere una visione del mondo.

​Storia del simbolo nella cultura umana

​La Preistoria: L'alba del pensiero
​I primi simboli appaiono circa 70.000 anni fa. Le pitture rupestri (come quelle di Lascaux) e le prime sculture (le "Veneri") non erano semplici decorazioni, ma simboli legati alla fertilità, alla caccia e al sacro. L'uomo smette di vivere solo nel presente e inizia a creare un mondo parallelo di significati.

​L'Antichità: Religione e Potere
​Nelle grandi civiltà (Egizi, Sumeri, Greci), il simbolo diventa il linguaggio degli dèi.

​Egitto
L'Ankh (la croce ansata) non è solo un disegno, è l'essenza stessa della vita eterna.

​Roma
Il fascio littorio o l'aquila simboleggiano l'autorità legale e la forza dello Stato.

​Il Medioevo: L'universo come simbolo
​Per l'uomo medievale, la natura stessa era un simbolo di Dio. Ogni animale (il leone per la forza, il pellicano per il sacrificio di Cristo) e ogni colore avevano un significato teologico. L'araldica nasce qui per codificare l'identità sociale attraverso simboli visivi complessi.

​L'Età Moderna e Contemporanea
​Con la rivoluzione industriale e l'Illuminismo, il simbolo si sposta verso la politica (le bandiere, la falce e martello, la svastica) e il commercio (i loghi dei brand).

Nel XX secolo, la psicologia (Jung) definisce i simboli come "archetipi" dell'inconscio collettivo, forme universali che abitano i sogni di tutti gli esseri umani.

​Se il Simbolo è colui che unisce il diavolo è colui che divide

​Il "Diabolo": Colui che divide
​Il termine diavolo deriva dal greco diabállō (διαβάλλω), che è l'esatto opposto di symbállō.
​Dia-bállō: significa "gettare attraverso", "separare", "scagliare una parte contro l'altra".

​L'azione di Adamo
Nel contesto simbolico, il peccato originale rappresenta la rottura del sýmbolon originario. Adamo, cedendo al "divisore" (il diavolo), rompe l'unità tra la creatura e il Creatore. L'uomo diventa un frammento separato che non combacia più con la sua Origine.

​Cristo
Il "Sýmbolon" restaurato
​Se il diavolo è colui che separa, Cristo nella teologia è colui che riunisce.

​La natura di Cristo
È egli stesso un simbolo vivente nel senso più letterale: in lui la natura umana e quella divina, precedentemente separate dalla "frattura" di Adamo, tornano a combaciare perfettamente.

​L'atto della Redenzione
È l'atto di "rimettere insieme" le due metà della tessera. Cristo agisce come il ponte che permette al frammento umano (Adamo) di ritrovare la sua metà mancante (Dio), ricostituendo l'unità dell'essere.

​La guarigione del frammento
​L'uomo post-adamitico vive in uno stato di "nostalgia del sýmbolon": un senso di incompletezza dovuto al fatto di essere una parte che ha perso il suo incastro. La figura di Cristo non solo comunica un messaggio, ma "ri-salda" ontologicamente la frattura.

In definitiva, il simbolo non è solo uno strumento di comunicazione, ma la forma stessa del desiderio umano. Se il diaballon ci condanna alla frammentazione e all'isolamento, la ricerca del symbolon definisce il nostro tentativo di tornare interi. L'essere umano è, per sua natura, una metà in cerca del proprio incastro: un ponte teso tra il visibile e l'invisibile, tra il limite della carne e l'infinito del significato.


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