Il serpente è uno dei simboli più arcaici e complessi della storia dell'umanità. La sua capacità di cambiare pelle lo ha reso un emblema universale di rigenerazione, mentre il suo veleno e la sua vicinanza alla terra lo hanno legato ai misteri della morte e dell'oltretomba.
Antiche Civiltà: Potere, Divinità e Guarigione
Nelle grandi civiltà del passato, il serpente non era quasi mai visto come "malvagio" nel senso moderno, ma piuttosto come una forza ambivalente e potente.
Antico Egitto
L'Ureo (Wadjet)
Il cobra che orna la corona dei faraoni rappresenta la protezione reale e il potere distruttivo contro i nemici.
Mehen
Il serpente benevolo che protegge la barca del dio Sole Ra durante il viaggio notturno.
Apopi
Al contrario, rappresenta il caos primordiale che cerca di inghiottire il sole ogni notte.
Mesopotamia e Grecia
Ningishzida
In Mesopotamia, il serpente era legato all'agricoltura e all'oltretomba. Spesso raffigurato come due serpenti intrecciati attorno a un bastone.
Caduceo e Bastone di Asclepio
In Grecia, il serpente diventa il simbolo della medicina. Asclepio, dio della guarigione, porta un bastone con un serpente che simboleggia il rinnovamento della vita attraverso la muta della pelle.
Mesoamerica Quetzalcoatl (Il Serpente Piumato)
Per Aztechi e Maya (Kukulcán), questa divinità rappresentava l'unione tra cielo (piume) e terra (serpente), essendo patrono della conoscenza, della creazione e del vento.
Popoli Tribali: Antenati e Forze della Natura
Nelle culture tribali e indigene, il serpente è spesso una figura legata alle origini del mondo e alla fertilità.
Aborigeni Australiani
Il Serpente Arcobaleno
È una delle divinità creatrici più importanti del "Tempo del Sogno". Controlla l'acqua (essenziale per la sopravvivenza) e ha plasmato le montagne e le valli durante il suo passaggio sulla terra.
Culture dell'Africa Occidentale (Dahomey/Vudù)
Damballa
Lo spirito serpente è visto come il creatore del cosmo che usa le sue spire per sorreggere il mondo. È simbolo di purezza, saggezza e pace.
Nativi Americani
Tribù Hopi
Il serpente è messaggero della pioggia. Durante la celebre "Danza del Serpente", questi rettili vengono raccolti e poi liberati affinché portino alle divinità la richiesta di pioggia per i raccolti.
Temi Ricorrenti e Simbolismi Chiave
In sintesi, il serpente attraversa le culture incarnando tre concetti principali:
Concetto Significato
Dualità Rappresenta sia la vita (guarigione) che la morte (veleno).
Ciclicità L'Uroboro (il serpente che si morde la coda) simboleggia l'infinito e l'eterno ritorno.
Conoscenza
Spesso custode di segreti sotterranei o saggezza proibita.
Nella cultura ebraica, il simbolo del serpente è estremamente stratificato e non si limita alla figura del "tentatore" che conosciamo nella tradizione cristiana. Esso assume significati che spaziano dal male psicologico alla guarigione divina, fino a curiose connessioni mistiche.
Il Nachash: L'Istinto e la Prova (Genesi)
Nella Genesi, il serpente è chiamato Nachash. A differenza della visione cristiana successiva, che lo identifica immediatamente con il Diavolo, l'esegesi ebraica (specialmente nel Midrash) lo vede spesso in modo più sfaccettato.
L'animale più intelligente
Prima della maledizione, il serpente era considerato la creatura più vicina all'uomo per intelletto, dotato di parola e stazione eretta.
Lo Yetzer Ha-Ra (L'istinto al male)
Il serpente rappresenta la voce interiore del desiderio e della bramosia. Non è un "nemico esterno" di Dio, ma una creatura che mette alla prova il libero arbitrio umano.
Etimologia
La parola Nachash è legata alla radice della parola "divinazione" o "magia" (nechesh), suggerendo un legame con la conoscenza occulta e pericolosa.
Il Nechustan: Simbolo di Guarigione (Numeri)
Un episodio fondamentale ribalta completamente la negatività del serpente. Durante l'esodo nel deserto, gli israeliti vengono colpiti da serpenti velenosi. Dio ordina a Mosè di forgiare un serpente di rame (il Nechustan) e di innalzarlo su un'asta.
Il paradosso
Chiunque fosse stato morso, guardando il serpente di rame, restava in vita.
Significato
Il serpente diventa qui uno strumento di salvezza. I rabbini spiegano che non era l'oggetto a guarire, ma l'atto di "guardare verso l'alto" che portava il popolo a sottomettere il proprio cuore a Dio.
Ghematria: Il Serpente e il Messia
Uno degli aspetti più affascinanti della mistica ebraica (Cabala) riguarda il valore numerico delle parole.
In ebraico, la parola Nachash (serpente: נחש) ha un valore numerico di 358.
Incredibilmente, anche la parola Mashiach (Messia: משיח) ha un valore di 358.
Secondo i cabalisti, questa non è una coincidenza: significa che il Messia ha il compito di "rettificare" il male introdotto dal serpente originale. Il Messia è colui che doma e trasforma l'energia distruttiva del serpente in una forza di redenzione.
Giovanni 3,14: "E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo."
Per l'ebraismo, il serpente non è il "male assoluto", ma un'energia ambivalente: è il veleno che uccide, ma anche il farmaco che guarisce (il concetto di pharmakon), a seconda di come l'uomo decide di relazionarsi con esso.
Etimologia e Dualità
Il Diavolo come "Colui che divide"
Nella versione dei Settanta (la traduzione greca della Bibbia ebraica del III sec. a.C.), il termine ebraico Satan (avversario/accusatore) viene reso con diábolos (διάβολος).
Etimologia
Deriva dal verbo greco diabállō, composto da dia (attraverso) e bállō (lanciare). Letteralmente significa "colui che lancia messaggi attraverso", ovvero che si pone in mezzo per separare.
La funzione
Se Dio unisce attraverso la Parola che crea ordine, il Diavolo/Serpente "getta zizzania" tra l'uomo e Dio, tra l'uomo e la donna (che subito dopo iniziano ad accusarsi a vicenda) e tra l'uomo e la sua stessa natura.
Dalla Visione Unitaria alla Dualità
Prima del serpente, l'uomo vive in uno stato di innocenza unitaria (non a caso sono "nudi e non ne provano vergogna"). Non c'è distinzione tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere.
La frattura
Il serpente introduce la conoscenza del bene e del male. In ebraico, questa espressione indica la "totalità" (un merismo), ma implica anche la capacità di giudicare e discernere.
L'effetto
L'uomo smette di "essere" e inizia a "osservarsi". La dualità nasce nel momento in cui nasce il giudizio: io e l'altro, bene e male, vita e morte. Il serpente, con la sua lingua biforcuta, è il simbolo perfetto di questa duplicità del linguaggio che può dire una cosa e intenderne un'altra.
La Sapienza come "Luce Oscura"
Il legame tra il serpente e la conoscenza è presente in molte culture, ma nella Genesi assume un tono tragico:
Il serpente promette che "si apriranno i vostri occhi". Di fatto, si aprono su una realtà di mancanza (scoprono di essere nudi).
La conoscenza che il serpente offre non è una sapienza contemplativa, ma una conoscenza analitica e separativa, che frammenta l'armonia originaria del Giardino.
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