Il Significato dei Sogni

Pubblicato il 13 gennaio 2026 alle ore 16:45

Per i popoli antichi, il sogno non era quasi mai considerato un prodotto casuale della mente (come lo intendiamo oggi dopo Freud), ma era una realtà oggettiva e potente, spesso percepita come un ponte tra il mondo umano e quello divino.

 

​Un Messaggio degli Dei (Grecia e Roma)

​Per i Greci e i Romani, i sogni erano spesso inviati dalle divinità per guidare, avvertire o punire.

 

​Le Due Porte

Omero nell'Odissea descrive due porte da cui escono i sogni: quella di corno, attraverso cui passano i sogni veri e profetici, e quella d'avorio, da cui passano i sogni ingannevoli.

 

​L'Incubazione

Nei templi di Asclepio (dio della medicina), i malati praticavano l'incubazione: dormivano nel tempio sperando che il dio apparisse in sogno per indicare loro la cura.

 

​Sogno come Epifania

Spesso il sogno non era visto come un "film" mentale, ma come la visita fisica di un dio o di un defunto che si metteva ai piedi del letto per parlare al dormiente.

 

​Uno Strumento di Previsione (Antico Egitto e Mesopotamia)

​In queste civiltà, il sogno era una vera e propria "scienza" della divinazione.

 

​I Libri dei Sogni

Gli Egizi avevano manuali (come il Papiro Chester Beatty) che catalogavano le immagini oniriche: sognare di mangiare carne di asino poteva significare una promozione, mentre sognare un serpente indicava una minaccia superata.

 

La Filosofia Indiana: Maya e Lila

​Nelle tradizioni induiste (specialmente nell'Advaita Vedanta), il concetto cardine è Maya.

 

L'illusione (Maya)

Il mondo materiale non è "finto", ma è un'illusione ottica dello spirito. Crediamo di essere individui separati, ma è come se fossimo personaggi di un sogno che hanno dimenticato di essere il sognatore.

 

​Il gioco divino (Lila)

Il mondo è visto come una danza o un gioco di Dio (Brahman), che "sogna" l'universo per puro piacere creativo. Risvegliarsi significa raggiungere il Moksha (la liberazione), capendo che l'anima individuale e l'assoluto sono la stessa cosa.

 

​Il Buddismo Zen e il Vuoto

​Per il Buddismo, la realtà è simile a un sogno perché è impermanente e priva di una sostanza propria.

​Come in un sogno le cose appaiono reali ma svaniscono al risveglio, così la nostra realtà muta continuamente. Attaccarsi a ciò che vediamo è come cercare di afferrare l'acqua in un sogno.

 

​Status del sognatore

L'interpretazione cambiava radicalmente a seconda che a sognare fosse un re (messaggio per lo Stato) o un cittadino comune.

 

​Istruzioni Divine

Re come Gudea in Mesopotamia ricevevano in sogno istruzioni architettoniche precise su come costruire templi.

 

​Il Viaggio dell'Anima (Culture Sciamaniche e Indigene)

​Per molti popoli antichi (e tradizioni sciamaniche), il sogno rappresentava il momento in cui l'anima lasciava temporaneamente il corpo.

 

​Esperienza Reale

Ciò che accadeva in sogno era considerato "reale" quanto la veglia: l'anima poteva incontrare spiriti, antenati o combattere battaglie spirituali.

 

​Guarigione Spirituale

Gli sciamani entravano in stati simili al sogno per recuperare "parti di anima" perdute dai malati.

 

​Manifestazione della Natura e del Cosmo

​Alcuni filosofi greci antichi, come Ippocrate, iniziarono a dare una svolta più "scientifica" (seppur antica).

 

​Sogno come sintomo

Se si sognavano incendi, poteva indicare un eccesso di "bile" o calore nel corpo. In questo caso, il sogno era la rappresentazione simbolica di uno stato fisico interno.

 

Nella mitologia greca, Hypnos (il Sonno) e Thanatos (la Morte) sono fratelli gemelli, figli della Notte (Nyx).

​Il senso del distacco

Gli antichi osservarono che durante il sonno il corpo appare inanimato, il respiro si fa lento e la coscienza "viaggia" altrove. Credevano che dormire fosse una sorta di "allenamento" alla morte: ogni notte l'anima impara a staccarsi dal peso della carne.

 

Sognatori famosi.

 

​Alessandro Magno: Il gioco di parole del Satiro

​Durante il lunghissimo e sfibrante assedio di Tiro (332 a.C.), Alessandro era quasi sul punto di arrendersi. La città era un'isola fortificata e sembrava inespugnabile.

 

​Il Sogno

Una notte Alessandro sognò un Satiro (una creatura mitologica metà uomo e metà capra) che danzava sul suo scudo e che cercava di sfuggirgli, ma che alla fine veniva catturato.

 

​L'Interpretazione

Il suo indovino di fiducia, Aristandro, usò un brillante gioco di parole in greco antico. La parola "Satiro" (Satyros) fu divisa in due: Sa Tyros, che letteralmente significa "Tiro è tua".

 

​L'Effetto

Convinto che il successo fosse scritto nel destino, Alessandro ordinò un ultimo, massiccio attacco. La città cadde poco dopo. Questo esempio mostra come il sogno fosse visto come un presagio codificato che necessitava di un esperto per essere decifrato.

 

​Costantino: "In questo segno vincerai"

​Questo è forse il sogno più famoso della storia occidentale, avvenuto prima della battaglia di Ponte Milvio (312 d.C.) contro il rivale Massenzio.

 

​Il Sogno (o Visione)

Le fonti (come Lattanzio ed Eusebio) raccontano che Costantino vide in cielo una croce luminosa con la scritta in greco "En toutoi nika" (tradotta in latino come In hoc signo vinces: "Con questo segno vincerai"). La notte stessa, Cristo gli sarebbe apparso in sogno ordinandogli di usare quel segno come protezione.

 

​L'Azione

Costantino fece dipingere il monogramma di Cristo (il Chi-Rho, formato dalle prime due lettere greche del nome di Cristo) sugli scudi dei suoi soldati.

 

​L'Effetto

Nonostante fosse in netta inferiorità numerica, Costantino vinse la battaglia. Questo evento non solo gli diede il controllo dell'Impero Romano d'Occidente, ma segnò l'inizio della cristianizzazione dell'Impero. Qui il sogno non è solo un presagio, ma un'istruzione divina diretta.

 

Nell'esegesi ebraica, il sogno occupa un posto di rilievo assoluto. Per la tradizione d'Israele, il sogno non è solo un messaggio, ma una forma "minore" di profezia.

​Il Talmud (nel trattato Berakhot 57b) afferma infatti che:

​"Il sogno è un sessantesimo di profezia".

 

​Il ruolo del linguaggio e dell'interpretazione

​A differenza della visione greca, dove il sogno è spesso un'immagine fatale, nell'ebraismo il sogno è potenzialità.

​"Un sogno non interpretato è come una lettera non letta": Questa celebre massima talmudica suggerisce che il sogno contiene un messaggio destinato al sognatore, ma finché non viene interpretato, rimane "sigillato".

 

​Il potere della parola

L'interpretazione ha il potere di determinare l'effetto del sogno. Se un sogno viene interpretato bene, si realizzerà in bene. Il sognatore ha quindi una responsabilità attiva nel rivolgersi a interpreti benevoli.

 

​Il Sogno nella Torah: Giuseppe e Daniele

​I due grandi maestri dei sogni nella Bibbia ebraica mostrano due sfumature diverse.

 

​Giuseppe, rappresenta l'interpretazione dei sogni come abilità politica e strategica. I suoi sogni (i covoni, le stelle) e quelli del Faraone (le vacche) sono messaggi sul futuro materiale e sulla sopravvivenza del popolo.

 

​Daniele, rappresenta il sogno come visione apocalittica e spirituale. Qui il sogno serve a comprendere il piano di Dio sulla storia universale e sul destino ultimo del mondo.

 

​La struttura del sogno: "Grano e Paglia"

​I maestri ebrei erano molto pragmatici. Sapevano che non tutti i sogni sono divini.

 

​Il miscuglio

Si insegna che, come non esiste grano senza paglia, non esiste sogno senza elementi vani o assurdi.

 

​L'origine

I sogni possono derivare da pensieri diurni (residui psichici), da angeli (messaggi veri) o, in rari casi, da demoni (inganni).

 

​La "Hatavat Chalom" (Riparazione del Sogno)

​Poiché il sogno è preso molto seriamente, l'ebraismo ha previsto dei rituali per gestire i sogni angoscianti:

​Se qualcuno fa un sogno che lo turba, può compiere la Hatavat Chalom, un rito davanti a tre amici (che fungono da tribunale spirituale) in cui il sogno viene simbolicamente "trasformato" da negativo in positivo attraverso preghiere e affermazioni.

 

​Mentre per i Greci il sogno era spesso un destino ineluttabile a cui sottomettersi, per l'esegesi ebraica il sogno è un dialogo aperto. Dio invia il segnale, ma l'uomo, attraverso l'interpretazione e l'azione (la Teshuvah o il cambiamento di condotta), può influenzarne l'esito.


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