Daniele: Profezia delle 70 settimane

Pubblicato il 21 gennaio 2026 alle ore 19:22

La Profezia delle 70 Settimane (Daniele 9:24-27)
​La profezia delle 70 settimane è uno dei pilastri dell'esegesi biblica. Il termine ebraico utilizzato, Shabuim (letteralmente "settetti"), indica unità di sette che, nel contesto del capitolo (legato ai 70 anni di esilio di Geremia), vengono universalmente interpretate come settimane di anni. Il periodo totale è dunque di 490 anni.

​Ecco le interpretazioni principali, con particolare attenzione ai contesti storici e cristologici.

Interpretazione Storico-Ebraica (Contesto Maccabaico)
​Questa visione, prevalente nell’accademia moderna e legata alla storia del popolo giudaico nel II secolo a.C., vede la profezia come un incoraggiamento durante la persecuzione.
​Il Punto di Partenza:
Si inizia con la parola profetica di Geremia sulla desolazione di Gerusalemme (circa 586-587 a.C.).

​Cronologia e l' "Unto":
Le prime 7 settimane terminano con il ritorno dall'esilio. Le successive 62 settimane portano al 171 a.C., anno dell’assassinio del Sommo Sacerdote Onia III (l’Unto soppresso).

​L’Abominio:
L’ultima settimana descrive la profanazione del Tempio da parte di Antioco IV Epifane, che per circa tre anni e mezzo (metà settimana) interruppe i sacrifici, culminando nella rivolta dei Maccabei e nella riconsacrazione del Tempio (festa di Hanukkah).

​Interpretazione Messianica Tradizionale (Cristiana)
​È la lettura classica della cristianità (cattolica e ortodossa), che vede in Daniele un calcolo matematico preciso della venuta del Messia.

​I Decreti di Artaserse:
Il cronometro parte con il decreto per la ricostruzione di Gerusalemme. Gli studiosi oscillano tra il 457 a.C. (decreto civile di Esdra) e il 444 a.C. (ricostruzione delle mura con Neemia).

​Il Compimento:
Le 69 settimane (483 anni) conducono direttamente al I secolo d.C., coincidendo con il battesimo di Gesù o il suo ingresso trionfale a Gerusalemme.
​La 70ª Settimana e il Nuovo Patto:
In questa visione, Gesù è colui che "conferma il patto" attraverso il suo sacrificio. Morendo "a metà settimana", Egli rende inutile il sistema dei sacrifici animali nel Tempio. La distruzione di Gerusalemme del 70 d.C., ad opera del principe romano Tito, è vista come la conseguenza finale descritta nel testo.

​Interpretazione Dispensazionalista
​Diffusa in alcuni ambiti evangelici contemporanei, questa lettura introduce una "pausa" profetica.
​La Pausa:
Sostiene che tra la 69ª e la 70ª settimana ci sia un intervallo (il "tempo della Chiesa").
​Il Futuro:
Relega l’ultima settimana di 7 anni a un periodo futuro di tribolazione, dove il "principe" non è più visto come Cristo o un condottiero storico, ma come l'Anticristo escatologico.


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