Corpo Spirituale: forma biologica o sferica
I punti più affascinanti e controversi del pensiero di Origene di Alessandria, di quelli tramandati sino a noi, sono in particolare riguardo alla natura della risurrezione e dello stato finale dell'essere umano.
Nella sua opera Sulla Preghiera (De Oratione), così come nel De Principiis, Origene sviluppa una visione del corpo spirituale (soma pneumatikon) che si distacca nettamente dal materialismo antropomorfico.
La forma sferica: perfezione e divinità
L'idea che i corpi spirituali possano essere sferici non era un'invenzione casuale, ma derivava da una lunga tradizione filosofica greca (soprattutto platonica e pitagorica) che vedeva nella sfera la figura geometrica perfetta.
Assenza di membra
Se il corpo risorto non ha più bisogno di mangiare, camminare o riprodursi, le membra (mani, piedi, stomaco) diventano inutili. Per Origene, Dio non crea nulla di superfluo.
Il "Logos Spermatikos"
Origene sosteneva che nel corpo fisico risieda un "principio generativo" o eidos (forma) che sopravvive alla morte. Nella risurrezione, questo principio riveste l'anima di un corpo adatto alla dimora celeste.
Simmetria con gli astri
All'epoca, si credeva che i corpi celesti fossero esseri animati e sferici. Poiché i beati diventeranno "come angeli nel cielo", alcuni seguaci di Origene dedussero che avrebbero assunto la stessa forma perfetta degli astri.
La controversia Origenista
Questa dottrina fu uno dei pilastri delle cosiddette controversie origeniste. Secoli dopo la morte di Origene, nel VI secolo, l'Imperatore Giustiniano e il Concilio di Costantinopoli II (553 d.C.) condannarono diverse tesi attribuite a lui o ai suoi seguaci estremi.
Tra gli anatemi, il più celebre riguardo a questo tema è il seguente:
"Se qualcuno dice o sostiene che nel giudizio i corpi degli uomini saranno risollevati sferici e non simili alla nostra forma attuale... sia anatema."
Il contesto del "De Oratione"
Nel libro Sulla Preghiera, Origene sottolinea che la preghiera non è solo un atto vocale, ma uno stato dell'anima che tende a farsi spirito. La trasformazione del corpo è la logica conclusione di un processo di divinizzazione (theosis) in cui il pesante elemento terreno viene "consumato" dalla gloria spirituale.
Il concetto di soma pneumatikon (corpo spirituale) è il cuore della riflessione di Origene sulla risurrezione, ma è anche il punto che ha generato i più accesi dibattiti teologici della storia cristiana.
Cos'è il Soma Pneumatikon
Origene parte dalle parole di San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi (15,44): "Si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale".
Per Origene, il corpo spirituale non è "immateriale" in senso assoluto (solo Dio è puro spirito), ma è una materia talmente purificata e sottile da essere guidata interamente dallo Spirito.
Il principio formale (Eidos)
Origene spiega che, come un seme contiene la "forma" della pianta che nascerà, così il nostro corpo attuale contiene un "principio germinale" che Dio userà per ricostruire il corpo della risurrezione, adattandolo però alla nuova dimora celeste.
Come si è giunti alla "forma sferica"?
Origene non scrisse mai esplicitamente "saremo tutti delle palle", ma i suoi ragionamenti (e quelli dei suoi seguaci, gli Origenisti) portarono inevitabilmente a questa conclusione attraverso tre passaggi logici:
Inutilità delle membra: Se nel Regno di Dio non si mangia, non si cammina e non ci si riproduce (come dice Gesù: "saranno come angeli"), a cosa servono denti, piedi o organi genitali? La logica di Origene era: Dio non crea nulla di inutile. Dunque, il corpo risorto non avrà membra specifiche.
La perfezione geometrica
Nella filosofia greca (Platone e gli Stoici), la sfera era considerata la forma perfetta perché è l'unica totalmente simmetrica e autosufficiente.
L'imitazione dei corpi celesti
Si credeva che le stelle e i pianeti fossero esseri spirituali e perfetti, ed essendo sferici, si concluse che l'uomo "divinizzato" dovesse assumere quella stessa forma.
La confutazione della Chiesa
La Chiesa si oppose duramente a questa visione per proteggere il dogma della risurrezione della carne. Le critiche principali furono:
L'identità personale: Se il corpo risorto non somiglia a quello terreno, come faremo a riconoscerci?
La Chiesa insisteva che Gesù risorto aveva mantenuto le sue piaghe e i suoi lineamenti.
La dignità del corpo umano: Dire che le membra sono "inutili" o "brutte" rispetto a una sfera significava disprezzare la creazione di Dio.
L'eresia della "dissoluzione"
Se il corpo diventa una sfera eterea, si finisce per negare che sia vera "carne".
Gli Anatemi di Giustiniano (553 d.C.)
La disputa culminò sotto l'Imperatore Giustiniano e il Concilio di Costantinopoli II. Furono emessi 15 anatemi contro l'Origenismo. Il decimo anatema è il più diretto:
"Se qualcuno dice [...] che il corpo del Signore dopo la risurrezione era etereo e di forma sferica, e che tale sarà quello di tutti i risorti [...] e che la natura stessa dei corpi verrà annullata: sia anatema."
La Chiesa stabilì che il corpo spirituale sarà glorificato (splendente, agile, incorruttibile), ma manterrà la forma umana, garantendo così la continuità tra la persona che ha vissuto sulla terra e quella che vivrà nell'eternità.
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