L’Ombra di Daniele dietro il Trono di Dario: Il Segreto del "Secondo Zoroastro"
Il Paradosso delle Due Cronologie
Per secoli, gli storici si sono scontrati su un enigma: Zarathustra è un fantasma del passato o un uomo del VI secolo?
La filologia moderna, analizzando i canti arcaici (Gathas), lo colloca nel II millennio a.C. (1500-1200 a.C.), descrivendo un profeta delle steppe che parlava di una lotta cosmica tra divinità paritarie.
Ma le fonti classiche (greci e persiani) sono ostinate: Zarathustra visse nel VI secolo a.C., fu consigliere di re e riformatore dell'Impero.
Se accettiamo la prospettiva che "Zarathustra" fosse un titolo iniziatico, il mistero si scioglie: il secondo Zarathustra, quello storico del VI secolo, non è altri che il profeta Daniele. Questa non è solo un'ipotesi eretica, ma la chiave che restituisce credibilità storica al racconto biblico.
Il Primo Zoroastrismo
Il Dualismo della Separazione (II Millennio a.C.)
Nel cuore del secondo millennio, la teologia di Ahura Mazda era radicalmente diversa da quella che incontreranno i Magi.
Il Conflitto dei Gemelli
La divinità non era ancora un monoteismo assoluto. Esisteva un dualismo ontologico: Ahura Mazda (il Bene) e Angra Mainyu (il Male) erano visti come due principi co-eterni. Il mondo era il loro campo di battaglia, senza una garanzia teologica della vittoria finale se non attraverso lo sforzo umano.
Una Fede di Natura
Era una religione legata ai cicli naturali, al fuoco e alla purezza rituale, ancora priva di quella dimensione escatologica (la fine dei tempi) che caratterizzerà il giudaismo posteriore.
Il Grande Salto
La Riforma del VI Secolo e il "Daniele-Zarathustra"
Quando l'élite ebraica giunge a Babilonia, accade l'imprevedibile. Swcondo la narrazione biblica, Daniele, un giovane nobile giudeo, scala i vertici della gerarchia sapienziale fino a diventare Rab-mag (Capo dei Magi).
È qui che la teologia persiana subisce una metamorfosi violenta e improvvisa.
La Sincronia dei Protettori
La storia zoroastriana celebra Vishtaspa (padre di Dario I) come il sovrano che impose la riforma. La Bibbia celebra Dario I come il sovrano che elevò Daniele a viceré. Sul piano storico, è la stessa corte, lo stesso tempo, lo stesso potere.
La Nascita del Monoteismo Persiano
Sotto il "Secondo Zoroastro" (Daniele), Ahura Mazda cambia volto. Non è più il gemello del male, ma diventa l'Unico Dio Supremo, creatore di ogni cosa, specchio perfetto del YHWH biblico. Il male viene ridotto a "Menzogna" (Drug), un'entità destinata alla sconfitta totale.
Questa non è evoluzione spontanea: è l'innesto della teologia ebraica nel cuore della Persia.
La Bibbia come Documento Storico "Criptato"
Se leggiamo il Libro di Daniele in quest'ottica, il testo smette di essere solo una serie di visioni mistiche e diventa un diario storico della riforma:
Quando Daniele entra nella fossa dei leoni e ne esce indenne, non sta solo compiendo un miracolo ebraico; sta superando la prova del "giusto" tipica dell'iniziazione dei Magi persiani.
La sua nomina a capo dei saggi imperiali certifica che egli aveva l'autorità per riscrivere i codici liturgici e profetici dell'impero.
Il concetto zoroastriano di Ordalìa (la prova divina tramite elementi naturali) si sposa perfettamente con i racconti di Daniele.
Daniele nella fossa dei leoni e i suoi compagni nella fornace ardente sono i test supremi della Asha (Verità/Giustizia) contro la Drug (Menzogna).
Il credito della Scrittura
Se Daniele è lo Zarathustra del VI secolo, allora la Bibbia non sta raccontando favole, ma sta descrivendo come un prigioniero giudeo sia riuscito a dirottare la religione della superpotenza mondiale del tempo verso l'adorazione di un unico Dio.
L'Eredità: Il "Protocollo del Salvatore"
Questa fusione teologica crea un ponte indistruttibile. Daniele/Zarathustra lascia in eredità ai suoi discepoli (i Magi) un calcolo matematico e astronomico (le profetiche 70 settimane di Daniele) che punta a un evento preciso: la venuta del Saoshyant-Messia.
Per i Magi del VI secolo a.C. (e quando si presenteranno i magi del racconto evangelico), Gesù non sarà un re straniero, ma il compimento della missione iniziata dal loro Gran Maestro Daniele secoli prima. Il viaggio verso Betlemme non è una ricerca, ma un appuntamento fissato secoli prima in una sala del trono a Susa o Persepoli.
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