Ezechiele e l'opera di Dio

Pubblicato il 28 gennaio 2026 alle ore 22:14

Il Sigillo della Divinità: Ezechiele e l'Opera del Logos
​La domanda centrale che divide la storia è l’identità di Gesù di Nazaret. Per chi percorre La Via, la risposta non risiede in un’opinione umana, ma nella perfetta sovrapposizione tra la promessa del Padre e l’azione del Figlio.

​La Visione di Ezechiele: Il Segno Distintivo di Dio
​Nel capitolo 37 del libro di Ezechiele, Dio conduce il profeta dinanzi a una distesa di ossa aride e stabilisce un criterio di riconoscimento inequivocabile:
​«Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio... Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri» (Ez 37, 12-13).
​In questo passo, l'Onnipotente "firma" la propria identità divina con un'azione specifica: il richiamo alla vita di ciò che è morto. La risurrezione dai sepolcri non è presentata solo come un miracolo, ma come la prova ontologica che Colui che agisce è il Signore della Vita.
​Cristo e l'Adempimento del Segno
​Quando Gesù giunge dinanzi al sepolcro di Lazzaro, o quando Egli stesso esce vittorioso dalla propria tomba, non sta compiendo un atto isolato di potenza. Egli sta occupando lo spazio profetico che Dio aveva riservato esclusivamente a Sé stesso in Ezechiele.

​L’Autorità del Comando
Cristo non invoca una potenza esterna; Egli comanda alla morte con l'autorità del Logos. Nell'istante in cui il sepolcro si apre, la profezia di Ezechiele si compie: "Saprete che Io sono il Signore".

​Il Soffio Vitale
Ezechiele vede le ossa rianimarsi quando il "Soffio" entra in esse. Gesù, nel cenacolo, soffia sui suoi e dice: "Ricevete lo Spirito Santo". Egli manifesta di essere la sorgente di quel soffio vitale che il profeta contemplava nell'estasi.

​La Coincidenza delle Opere
Se il Padre dichiara che riconosceremo la Sua divinità nell'apertura dei sepolcri, e il Figlio apre i sepolcri con la propria parola, l'esegesi ci porta a un'unica, ineludibile conclusione: Cristo è Dio.

​La Fede che è Opera
​Affermare che Cristo è Dio significa riconoscere che il Logos si è fatto carne per riportare l'essere alla sua condizione originaria. Non è una credenza astratta, ma la constatazione di un fatto: il ministero di Cristo è il completamento fisico e spirituale del disegno divino. Egli è il Signore perché ha compiuto le opere del Signore.


Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.