Il Sigillo della Divinità: Ezechiele e l'Opera del Logos
La domanda centrale che divide la storia è l’identità di Gesù di Nazaret. Per chi percorre La Via, la risposta non risiede in un’opinione umana, ma nella perfetta sovrapposizione tra la promessa del Padre e l’azione del Figlio.
La Visione di Ezechiele: Il Segno Distintivo di Dio
Nel capitolo 37 del libro di Ezechiele, Dio conduce il profeta dinanzi a una distesa di ossa aride e stabilisce un criterio di riconoscimento inequivocabile:
«Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio... Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri» (Ez 37, 12-13).
In questo passo, l'Onnipotente "firma" la propria identità divina con un'azione specifica: il richiamo alla vita di ciò che è morto. La risurrezione dai sepolcri non è presentata solo come un miracolo, ma come la prova ontologica che Colui che agisce è il Signore della Vita.
Cristo e l'Adempimento del Segno
Quando Gesù giunge dinanzi al sepolcro di Lazzaro, o quando Egli stesso esce vittorioso dalla propria tomba, non sta compiendo un atto isolato di potenza. Egli sta occupando lo spazio profetico che Dio aveva riservato esclusivamente a Sé stesso in Ezechiele.
L’Autorità del Comando
Cristo non invoca una potenza esterna; Egli comanda alla morte con l'autorità del Logos. Nell'istante in cui il sepolcro si apre, la profezia di Ezechiele si compie: "Saprete che Io sono il Signore".
Il Soffio Vitale
Ezechiele vede le ossa rianimarsi quando il "Soffio" entra in esse. Gesù, nel cenacolo, soffia sui suoi e dice: "Ricevete lo Spirito Santo". Egli manifesta di essere la sorgente di quel soffio vitale che il profeta contemplava nell'estasi.
La Coincidenza delle Opere
Se il Padre dichiara che riconosceremo la Sua divinità nell'apertura dei sepolcri, e il Figlio apre i sepolcri con la propria parola, l'esegesi ci porta a un'unica, ineludibile conclusione: Cristo è Dio.
La Fede che è Opera
Affermare che Cristo è Dio significa riconoscere che il Logos si è fatto carne per riportare l'essere alla sua condizione originaria. Non è una credenza astratta, ma la constatazione di un fatto: il ministero di Cristo è il completamento fisico e spirituale del disegno divino. Egli è il Signore perché ha compiuto le opere del Signore.
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