INRI

Pubblicato il 5 aprile 2026 alle ore 09:19

"Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono (Egō Eimi / Ani Hu)."

 

Secondo i Vangeli (in particolare Giovanni 19,19-20), Ponzio Pilato fece affiggere sulla croce un titolo (titulus) che spiegava il motivo della condanna, scritto in ebraico, latino e greco.

 

Gesù Nazareno, Re dei Giudei.

INRI (latino) 

INBI (greco) 

יהוה (ebraico)

 

Secondo l'esegesi che analizza il testo ebraico della condanna, la frase completa sarebbe stata:

​Yeshua Hanazarei Wumelech Hayehudim

(Gesù il Nazareno e Re dei Giudei)

 

​Le iniziali formano il Tetragramma Sacro: יהוה (YHWH).

 

Per un ebreo dell'epoca, vedere quelle quattro lettere scritte sopra la testa di un uomo morente era uno shock visivo inaccettabile. Il Nome che non può essere pronunciato era lì, esposto pubblicamente come "causa" della morte.

 

Questo spiega perché i sommi sacerdoti andarono da Pilato a dire: "Non scrivere: 'Il Re dei Giudei', ma che lui ha detto: 'Io sono il Re dei Giudei'" (Giovanni 19,21). Volevano spezzare l'acrostico che proclamava la divinità di Cristo.


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