Prima di ogni battito del tempo, esiste solo il Pieno Ontologico. Per i filosofi, l'Essere (Dio) è rappresentato come una Sfera, metafora della perfezione: un’intensità di luce e vita così totale da non lasciare spazio a nulla che non sia Lui stesso.
In questa condizione di pieno ontologico, la creatura non può esistere: sarebbe istantaneamente riassorbita dall’infinito.
Lo Tzimtzum: Il Ritiro Materno
Perché la creazione e l’uomo possa essere, Dio deve compiere un passo indietro. Nell’esegesi ebraica, questo è lo Tzimtzum.
Non è un abbandono, ma una gestazione spirituale. Proprio come una madre contrae i propri organi e sposta il proprio sé per creare un vuoto accogliente nel grembo, così l’Eterno si contrae in Se stesso.
Il "Vuoto" che ne risulta non è il nulla: è lo spazio dell'essere umano.
È il luogo della nostra libertà, il "grembo" in cui possiamo crescere senza essere schiacciati dalla gloria assoluta.
La Proliferazione dell'Essere: Il Nuovo Generato
Nello spazio lasciato dal ritiro divino, non rimane il vuoto, ma ha inizio la generazione. Come nella proliferazione cellulare, l'Uno non si divide per sottrazione, ma si espande per sovrabbondanza. In questo "utero" cosmico prende forma l'uomo: un nuovo essere, distinto e libero, ma intimamente strutturato secondo la natura della Sorgente. Non è un'entità estranea, ma una nuova "unità di vita" che inizia a pulsare nel cuore dell'Essere.
L'Impronta Originaria: Immagine e Somiglianza
Ogni nuovo essere generato porta in sé l'impronta della prima immagine. È la "firma" ontologica del Creatore: la simmetria della Sfera e la potenza del Logos sono scritte nel DNA del nostro spirito.
L'Immagine: È la struttura perfetta che ci costituisce, la simmetria originaria che non può essere cancellata.
La Somiglianza: È la nostra chiamata a operare, a rendere quella perfezione visibile attraverso le opere.
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